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martedì 26 gennaio 2016

MANIFESTAZIONE NO-NATO A ROMA - LA CIVILTA' DOMINANTE

E così, avendo riaperto la porta, per me da tempo socchiusa, della "partecipazione", dopo il 25 novembre a Firenze mi sono ritrovato a Roma il 16 gennaio all'Esquilino a manifestare contro la vera e propria "spectre" del XXI° secolo, la NATO, vero e proprio braccio armato della metastasi di una architettura di intrecci di poteri ed interessi in cui si è trasformata - anno dopo anno - la cosidetta civiltà occidentale. Autoreferenziantesi prima con gli strumenti "popolari" della propaganda (mode e modi, stampa e televisione) la società occidentale non ha avuto alcuno scrupolo a risolvere con l'uso delle armi le questioni e le divergenze internazionali introducendo il davvero rivoluzionario concetto
 ( rivoluzionario tanto quanto i protagonisti dei testi di Gladstone: Colonialismo e dominazione) di "urgenza di proteggere" tutti quanti in giro per il mondo, anche e sopratutto in casa d'altri, in Paesi che non hanno la dignità di far parte di quella "comunità internazionale" il cui lasciapassare sono i bombardieri e le calunnie.

Non c'è da nascondere che a Roma gli striscioni fossero sorretti da "giovinetti" piuttosto brizzolati

e dalla collocazione critica piuttosto certificata da percorsi e storie personali inequivocabili.
Piuttosto refrattario alle gerarchie ed agli organigrammi non mi ero molto interessato della logistica della manifestazione, già l'arrivare a Roma è un buon impegno per un vero e proprio cane sciolto volontario e non professionista dell'informazione quale io sono, per cui mi ero relazionato solamente con Marinella Correggia insieme alla quale avevo in precedenza parlato a Bologna per un convegno di Controinformazione.info e Faremondo; arrivato in S.Maria Maggiore non mi ha sorpreso trovarvi già sul piede di guerra il tagliente Fulvio Grimaldi, pronto a distribuire cartelli azzeccatissimi, lo devo ringraziare per avermi affidato quello con le immagini di Muammar al-Gaddafi, lo statista libico per l'appunto assassiNATO nel 2011, al culmine di una vera e propria e imbarazzante caccia all'uomo da parte della più agguerrita coalizione miliare dell'epoca contemporanea (e forse di sempre), imbarazzante anche perché questa letale macchina da guerra è stata tenuta in scacco da quell'uomo, la Guida della Jamahiriya, per più di sette terribili mesi di menzogne e di bombardamenti.


Sono circospetto da "cane sciolto" perché a queste manifestazioni da sempre aderiscono soggetti i più eterogenei e la linea politica e di pensiero è spesso ondivaga e si rischia di venir davvero confusi con gruppi che hanno ben più che sfumature difficilmente condivisibili. All'interno dello stesso Comitato le sensibilità sono - giocoforza - differenti e conviventi, cito al proposito un commento inviato al sito Mondocane di Grimaldi che purtroppo non ha trovato la strada della pubblicazione e nel quale valuto l'atteggiamento (in riferimento proprio a Gheddafi) in qualche modo allineato al politically-correct più vieto di un soggetto rilevante quale il Franco Cardini, lo storico medievalista e conoscitore profondo del mondo arabo che ha aderito appunto tra i primi al Comitato, a mio modo di vedere sdoganando quest'ultimo agli occhi del "benpensante".

Se a Firenze abbiamo potuto inventariare dai 300 a i 500 partecipanti alla manifestazione, da Roma mi sarei aspettato decisamente di più, personalmente non credo si raggiungessero i 2000 partecipanti, in compenso l'ostinato silenzio-stampa e la vera e propria "copertura", alla lettera, mediatica, hanno dimostrato quanto questo argomento sia delicato e come sia temuta questa mobilitazione, che è necessario circoscrivere e negare col silenzio.
Fortunatamente ho potuto parlare a lungo con Giulietto Chiesa, in altra circostanza mi era parso più sfuggente, la manifestazione tra una intervista e l'altra ci ha concesso di affrontare un paio di argomenti che mi frullavano da tempo in mente proprio sulla questione libica e la Russia, Chiesa ha il pregio di saper ascoltare, e di commentare in modo pertinente, altri - purtroppo - pur avendo altrettanta competenza si vivono un pò solipsisticamente...
La solidità delle considerazioni di Chiesa sulla delicatezza della situazione del vertice della Federazione Russa e delle necessità strategiche di equilibrio di Vladimir Putin mi sono apparse chiare ed incontrovertibili, solo per quello sarebbe valsa la pena di raggiunger Roma, e con quel freddo.

Anche perché a molti sfugge chi è l'altro interlocutore, un mondo disturbato, un mondo che DI  GUERRA  VIVE.

DIAMO UN'OCCHIATA ALLA STORIA DELLA PRINCIPALE DEMOCRAZIA MONDIALE


Cronologia (approssimativa) dei maggiori conflitti che hanno visto coinvolti gli Stati Uniti d'America dalla loro fondazione (1776-2016)

1776 – American Revolutionary War, Chickamagua Wars, Second Cherokee War, Pennamite-Yankee War

1777 – American Revolutionary War, Chickamauga Wars, Second Cherokee War, Pennamite-Yankee War

1778 – American Revolutionary War, Chickamauga Wars, Pennamite-Yankee War

1779 – American Revolutionary War, Chickamauga Wars, Pennamite-Yankee War

1780 – American Revolutionary War, Chickamauga Wars, Pennamite-Yankee War

1781 – American Revolutionary War, Chickamauga Wars, Pennamite-Yankee War

1782 – American Revolutionary War, Chickamauga Wars, Pennamite-Yankee War

1783 – American Revolutionary War, Chickamauga Wars, Pennamite-Yankee War

1784 – Chickamauga Wars, Pennamite-Yankee War, Oconee War

1785 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1786 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1787 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1788 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1789 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1790 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1791 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1792 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1793 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1794 – Chickamauga Wars, Northwest Indian War

1795 – Northwest Indian War

1796 – PACE?

1797 – PACE?

1798 – Quasi-War (entre la France et les États-Unis)

1799 – Quasi-War

1800 – Quasi-War

1801 – First Barbary War (Tripoli)

1802 – First Barbary War

1803 – First Barbary War

1804 – First Barbary War

1805 – First Barbary War

1806 – Sabine Expedition

1807 – PACE?

1808 – PACE?

1809 – PACE?

1810 – U.S. occupies Spanish-held West Florida

1811 – Tecumseh’s War

1812 – War of 1812, Tecumseh’s War, Seminole Wars, U.S. occupies Spanish-held Amelia Island and other parts of East Florida

1813 – War of 1812, Tecumseh’s War, Peoria War, Creek War, U.S. expands its territory in West Florida

1814 – War of 1812, Creek War, U.S. expands its territory in Florida, Anti-piracy war

1815 – War of 1812, Second Barbary War, Anti-piracy war

1816 – First Seminole War, Anti-piracy war

1817 – First Seminole War, Anti-piracy war

1818 – First Seminole War, Anti-piracy war

1819 – Yellowstone Expedition, Anti-piracy war

1820 – Yellowstone Expedition, Anti-piracy war

1821 – Anti-piracy war (see note above)

1822 – Anti-piracy war (see note above)

1823 – Anti-piracy war, Arikara War

1824 – Anti-piracy war

1825 – Yellowstone Expedition, Anti-piracy war

1826 – PACE?

1827 – Winnebago War

1828 – PACE

1829 – PACE

1830 – PACE

1831 – Sac and Fox Indian War

1832 – Black Hawk War

1833 – Cherokee Indian War

1834 – Cherokee Indian War, Pawnee Indian Territory Campaign

1835 – Cherokee Indian War, Seminole Wars, Second Creek War

1836 – Cherokee Indian War, Seminole Wars, Second Creek War, Missouri-Iowa Border War

1837 – Cherokee Indian War, Seminole Wars, Second Creek War, Osage Indian War, Buckshot War

1838 – Cherokee Indian War, Seminole Wars, Buckshot War, Heatherly Indian War

1839 – Cherokee Indian War, Seminole Wars

1840 – Seminole Wars, U.S. naval forces invade Fiji Islands

1841 – Seminole Wars, U.S. naval forces invade McKean Island, Gilbert Islands, and Samoa

1842 – Seminole Wars

1843 – U.S. forces clash with Chinese, U.S. troops invade African coast

1844 – Texas-Indian Wars

1845 – Texas-Indian Wars

1846 – Mexican-American War, Texas-Indian Wars

1847 – Mexican-American War, Texas-Indian Wars

1848 – Mexican-American War, Texas-Indian Wars, Cayuse War

1849 – Texas-Indian Wars, Cayuse War, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians

1850 – Texas-Indian Wars, Cayuse War, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Yuma War, California Indian Wars, Pitt River Expedition

1851 – Texas-Indian Wars, Cayuse War, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, Yuma War, Utah Indian Wars, California Indian Wars

1852 – Texas-Indian Wars, Cayuse War, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Yuma War, Utah Indian Wars, California Indian Wars

1853 – Texas-Indian Wars, Cayuse War, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Yuma War, Utah Indian Wars, Walker War, California Indian Wars

1854 – Texas-Indian Wars, Cayuse War, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians

1855 – Seminole Wars, Texas-Indian Wars, Cayuse War, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Yakima War, Winnas Expedition, Klickitat War, Puget Sound War, Rogue River Wars, U.S. forces invade Fiji Islands and Uruguay

1856 – Seminole Wars, Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, California Indian Wars, Puget Sound War, Rogue River Wars, Tintic War

1857 – Seminole Wars, Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, California Indian Wars, Utah War, Conflict in Nicaragua

1858 – Seminole Wars, Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Mohave War, California Indian Wars, Spokane-Coeur d’Alene-Paloos War, Utah War, U.S. forces invade Fiji Islands and Uruguay

1859 Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, California Indian Wars, Pecos Expedition, Antelope Hills Expedition, Bear River Expedition, John Brown’s raid, U.S. forces launch attack against Paraguay, U.S. forces invade Mexico

1860 – Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Paiute War, Kiowa-Comanche War

1861 – American Civil War, Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Cheyenne Campaign

1862 – American Civil War, Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Cheyenne Campaign, Dakota War of 1862,

1863 – American Civil War, Texas-Indian Wars, Southwest Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Cheyenne Campaign, Colorado War, Goshute War

1864 – American Civil War, Texas-Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Cheyenne Campaign, Colorado War, Snake War

1865 – American Civil War, Texas-Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Colorado War, Snake War, Utah’s Black Hawk War

1866 – Texas-Indian Wars, Navajo Wars, Apache Wars, California Indian Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Snake War, Utah’s Black Hawk War, Red Cloud’s War, Franklin County War, U.S. invades Mexico, Conflict with China

1867 – Texas-Indian Wars, Long Walk of the Navajo, Apache Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Snake War, Utah’s Black Hawk War, Red Cloud’s War, Comanche Wars, Franklin County War, U.S. troops occupy Nicaragua and attack Taiwan

1868 – Texas-Indian Wars, Long Walk of the Navajo, Apache Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Snake War, Utah’s Black Hawk War, Red Cloud’s War, Comanche Wars, Battle of Washita River, Franklin County War

1869 – Texas-Indian Wars, Apache Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Utah’s Black Hawk War, Comanche Wars, Franklin County War

1870 – Texas-Indian Wars, Apache Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Utah’s Black Hawk War, Comanche Wars, Franklin County War

1871 – Texas-Indian Wars, Apache Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Utah’s Black Hawk War, Comanche Wars, Franklin County War, Kingsley Cave Massacre, U.S. forces invade Korea

1872 – Texas-Indian Wars, Apache Wars, Utah’s Black Hawk War, Comanche Wars, Modoc War, Franklin County War

1873 – Texas-Indian Wars, Comanche Wars, Modoc War, Apache Wars, Cypress Hills Massacre, U.S. forces invade Mexico

1874 – Texas-Indian Wars, Comanche Wars, Red River War, Mason County War, U.S. forces invade Mexico

1875 – Conflict in Mexico, Texas-Indian Wars, Comanche Wars, Eastern Nevada, Mason County War, Colfax County War, U.S. forces invade Mexico

1876 – Texas-Indian Wars, Black Hills War, Mason County War, U.S. forces invade Mexico

1877 – Texas-Indian Wars, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Black Hills War, Nez Perce War, Mason County War, Lincoln County War, San Elizario Salt War, U.S. forces invade Mexico

1878 – Paiute Indian conflict, Bannock War, Cheyenne War, Lincoln County War, U.S. forces invade Mexico

1879 – Cheyenne War, Sheepeater Indian War, White River War, U.S. forces invade Mexico

1880 – U.S. forces invade Mexico

1881 – U.S. forces invade Mexico

1882 – U.S. forces invade Mexico

1883 – U.S. forces invade Mexico

1884 – U.S. forces invade Mexico

1885 – Apache Wars, Eastern Nevada Expedition, U.S. forces invade Mexico

1886 – Apache Wars, Pleasant Valley War, U.S. forces invade Mexico

1887 – U.S. forces invade Mexico

1888 – U.S. show of force against Haiti, U.S. forces invade Mexico

1889 – U.S. forces invade Mexico

1890 – Sioux Indian War, Skirmish between 1st Cavalry and Indians, Ghost Dance War, Wounded Knee, U.S. forces invade Mexico

1891 – Sioux Indian War, Ghost Dance War, U.S. forces invade Mexico

1892 – Johnson County War, U.S. forces invade Mexico

1893 – U.S. forces invade Mexico and Hawaii

1894 – U.S. forces invade Mexico

1895 – U.S. forces invade Mexico, Bannock Indian Disturbances

1896 – U.S. forces invade Mexico

1897 – PACE

1898 – Spanish-American War, Battle of Leech Lake, Chippewa Indian Disturbances

1899 – Philippine-American War, Banana Wars

1900 – Philippine-American War, Banana Wars

1901 – Philippine-American War, Banana Wars

1902 – Philippine-American War, Banana Wars

1903 – Philippine-American War, Banana Wars

1904 – Philippine-American War, Banana Wars

1905 – Philippine-American War, Banana Wars

1906 – Philippine-American War, Banana Wars

1907 – Philippine-American War, Banana Wars

1908 – Philippine-American War, Banana Wars

1909 – Philippine-American War, Banana Wars

1910 – Philippine-American War, Banana Wars

1911 – Philippine-American War, Banana Wars

1912 – Philippine-American War, Banana Wars

1913 – Philippine-American War, Banana Wars, New Mexico Navajo War

1914 – Banana Wars, U.S. invades Mexico

1915 – Banana Wars, U.S. invades Mexico, Colorado Paiute War

1916 – Banana Wars, U.S. invades Mexico

1917 – Banana Wars, World War I, U.S. invades Mexico

1918 – Banana Wars, World War I, U.S invades Mexico

1919 – Banana Wars, U.S. invades Mexico

1920 – Banana Wars

1921 – Banana Wars

1922 – Banana Wars

1923 – Banana Wars, Posey War

1924 – Banana Wars

1925 – Banana Wars

1926 – Banana Wars

1927 – Banana Wars

1928 – Banana Wars

1930 – Banana Wars

1931 – Banana Wars

1932 – Banana Wars

1933 – Banana Wars

1934 – Banana Wars

1935 – PACE

1936 – PACE

1937 – PACE

1938 – PACE

1939 – PACE

1940 – PACE

1941 – World War II

1942 – World War II

1943 – Wold War II

1944 – World War II

1945 – World War II

1946 – Cold War (U.S. occupies the Philippines and South Korea)

1947 – Cold War (U.S. occupies South Korea, U.S. forces land in Greece to fight Communists)

1948 – Cold War (U.S. forces aid Chinese Nationalist Party against Communists)

1949 – Cold War (U.S. forces aid Chinese Nationalist Party against Communists)

1950 – Korean War, Jayuga Uprising

1951 – Korean War

1952 – Korean War

1953 – Korean War

1954 – Covert War in Guatemala

1955 – Vietnam War

1956 – Vietnam War

1957 – Vietnam War

1958 – Vietnam War

1959 – Vietnam War, Conflict in Haiti

1960 – Vietam War

1961 – Vietnam War

1962 – Vietnam War, Cold War (Cuban Missile Crisis; U.S. marines fight Communists in Thailand)

1963 – Vietnam War

1964 – Vietnam War

1965 – Vietnam War, U.S. occupation of Dominican Republic

1966 – Vietnam War, U.S. occupation of Dominican Republic

1967 – Vietnam War

1968 – Vietnam War

1969 – Vietnam War

1970 – Vietnam War

1971 – Vietnam War

1972 – Vietnam War

1973 – Vietnam War, U.S. aids Israel in Yom Kippur War

1974 – Vietnam War

1975 – Vietnam War

1976 – PACE

1977 – PACE

1978 – PACE

1979 – Cold War (CIA proxy war in Afghanistan)

1980 – Cold War (CIA proxy war in Afghanistan)

1981 – Cold War (CIA proxy war in Afghanistan and Nicaragua), First Gulf of Sidra Incident

1982 – Cold War (CIA proxy war in Afghanistan and Nicaragua), Conflict in Lebanon

1983 – Cold War (Invasion of Grenada, CIA proxy war in Afghanistan and Nicaragua), Conflict in Lebanon

1984 – Cold War (CIA proxy war in Afghanistan and Nicaragua), Conflict in Persian Gulf

1985 – Cold War (CIA proxy war in Afghanistan and Nicaragua)

1986 – Cold War (CIA proxy war in Afghanistan and Nicaragua)

1987 – Conflict in Persian Gulf

1988 – Conflict in Persian Gulf, U.S. occupation of Panama

1989 – Second Gulf of Sidra Incident, U.S. occupation of Panama, Conflict in Philippines

1990 – First Gulf War, U.S. occupation of Panama

1991 – First Gulf War

1992 – Conflict in Iraq

1993 – Conflict in Iraq

1994 – Conflict in Iraq, U.S. invades Haiti

1995 – Conflict in Iraq, U.S. invades Haiti, NATO bombing of Bosnia and Herzegovina

1996 – Conflict in Iraq

1997 – PACE

1998 – Bombing of Iraq, Missile strikes against Afghanistan and Sudan

1999 – Kosovo War

2000 – PACE

2001 – War on Terror in Afghanistan

2002 – War on Terror in Afghanistan and Yemen

2003 – War on Terror in Afghanistan, and Iraq

2004 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, and Yemen

2005 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, and Yemen

2006 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, and Yemen

2007 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia, and Yemen

2008 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, and Yemen

2009 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, and Yemen

2010 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, and Yemen

2011 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia, and Yemen; Conflict NATO in Libya

Restano escluse le operazioni “coperte” di CIA ed altre Agenzie.

2012 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Somalia, Syria and Yemen

2013 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Somalia, Syria and Yemen

2014 – War on Terror in Afghanistan, Iraq, Somalia, Syria and Yemen; Civil War in Ukraine

2015 – War on Terror in Somalia, Somalia, Syria and Yemen; Civil War in Ukraine, Africa coverts operations


2016 - War on Terror in Somalia, Somalia, Syria, Iraq and Yemen; Civil War in Ukraine (Afghanistan), Africa coverts operations, violation Iran sea border, in effetti hanno pensato bene di cominciar l'anno con una attività coperta, mandando al macello due motovedette nelle acque territoriali Iraniane, poi siccome non eran sicuri che i persiani avrebbero abboccato dimosrandosi i soliti musulmani sanguinari si dice avessero sotto il pelo dell'acqua un sottomarino israeliano. Come scorta? No, evidentemente visto che non è intervenuto allorché i "nemici" hanno catturato le due barche, limitandosi a fotografare i marinai piangenti ed inginocchiati...a che sarebbe servito allora il sottomarino, o forse, meglio chiedersi a che sarebbero dovuti servire i suoi siluri? ma no, non facciamo del complottismo come quelli che raccontano dell"incidente" del Golfo del Tonkino.
Qualche americano però ci da ancora speranza, la speranza nell'Uomo, quella speranza che al contrario le Istituzioni hanno distrutta...


domenica 3 gennaio 2016

STIPENDI E TESTATE ATOMICHE - NATO - CHEIKH AL-NIMR

Se un uomo rinuncia ai suoi tradizionali sistemi di vita e ripudia le buone costumanze, dovrebbe prima accertarsi di poterle sostituire con qualcosa che vale.
Proverbio Basuto

Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi dalla loro mente, scoprono, al risveglio, la vanità di quelle immagini; ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo.
T.E. Lawrence “I sette pilastri della saggezza


E questa potrebbe essere la “seconda puntata” del tormentone sulle riflessioni, rimpianti (non rimorsi, rimpianti in questo caso, ma per causa di terzi...) e nostalgie di un sessantenne che si vede spinto dalla propria consapevolezza a partecipare in piazza ad una protesta che sarebbe tanto elementare da apparire superflua, tante e tali sono le motivazioni che indirizzano a lottare contro il nuovo mostro coloniale.
La consapevolezza è nel fatto che quello che è il nostro “banale” quotidiano tra poco si tradurrà in storia ed io – contrariamente a quanti voglion leggersi la storia solo sui libri, interpretata da chissachì – la Storia del mio contemporaneo voglio parteciparla e cercare, pur nel mio piccolo, di forzarla secondo quanto credo. Io intendo fare in modo di vivere la mia contemporaneità, non farmela camminare addosso, schiacciandomi per di più...
Non si tratta di un tormentone, si tratta di riflessioni doverose su quello che è il nostro ruolo nella società, su quelli che sono i nostri diritti e su quelli che sono i nostri doveri, non riducendo questi ultimi alle passività vegetali cui una cosidetta democrazia in un sistema di rappresentatività costituito da deleghe in bianco sembra ci abbia circoscritti, semplici tributari e servitori di un apparato sostituitosi gradualmente al concetto di Stato e Nazione, concetto ormai da accantonare come atavico, fuori moda, davanti alle mirabili sorti e progressive che attendono l'umanità nei paradisi globalizzati dell'impero delle multinazionali e di innumerevoli ONG (odierne versioni, diversificate e versatili, della Compagnia delle Indie), nell'obnubilazione metodica veicolata attraverso serial televisivi ed una corruzione dell'informazione (non è cosa solo d'oggi, la Reuter con notizie “inesatte” fotografava sommosse atte a scardinare gli equilibri del mondo musulmano dissotterrando dalle sabbie dell'Hejaz le confraternite wahhabite già nel lontano 1925...) eletta a sistema.

Ma tra la consapevolezza e l'essere illusi ce ne corre...
La NATO. Uscire dalla NATO. Chi e dove è la NATO. Si fa presto a manifestare contro un Mostro: è logico, è inevitabile, solo dei mentecatti possono rifiutarsi di farlo. E' un qualcosa che, come dicevamo, è nato (mi si passi il gioco di parole) prima della Guerra Fredda, di fatto la istituzionalizza: il Patto di Varsavia (l'antagonista storico, la ragione addotta per l'esistenza dell'Alleanza Atlantica) nasce cinque anni dopo, nel maggio del 1955, l'immagine dei Paesi NATO si confonde nell'immaginario con immagini di spiagge, surf e California, il Patto di Varsavia è dipinto nei toni diacci di un inverno senza fine, di primavere mai sbocciate...sempre primavere, che stagione particolare...
La NATO è in Belgio, come tante realtà benevole, l'Unicef anch'essa è in Bruxelles, in Belgio scopriamo in questi giorni esserci una vera e propria fossa di serpenti: covi di terroristi, jihadisti che da Parigi giran mezzo mondo, giran tutto il Medio Oriente, massacrano in Siria, Iraq e Libia e poi, se tornan vivi, riappaiono a pochi chilometri dalla sede principale di quello che dovrebbe essere il loro principale nemico. Curiosa tattica quella di nascondersi nella cantina del tuo avversario... e come faranno a girare tutte quelle nazioni (e frontiere) in guerra senza problemi e velocemente?

Uscire dalla NATO. Ma siamo pazzi? Ma avete idea di quanti bravi italiani vivono dell'indotto delle basi USA e succursali NATO in Italia? Avete idea di quanto benessere goda dalla presenza dei militari americani ad esempio la cittadina di Aviano, quella dell'aeroporto da cui nel 2011 sono partite le missioni dirette a colpire al cuore la Libia nostra alleata dal 2008? A parte le stazioni sciistiche e un modernissimo centro di ricerche oncologiche Aviano ospita quella che è forse la massima concentrazione europea di ordigni nucleari (forse che il centro oncologico abbia a che fare con la vicinanza di tali “accessori” ?). Abbiamo idea dell'indotto cui dovrebbero rinunciare i nostri connazionali al momento di un eventuale abbandono delle basi stanziate in Italia? E voi pensate, noi pensiamo che i nostri abbiano raggiunto o raggiungeranno una consapevolezza e una coscienza tali?
Qua si rasenta l'illusione, l'egoismo e la disinformazione vanno a braccetto con la stupidità ed il masochismo. Questi sono – senza rasentare – decisamente gli illusi, gli utili idioti che forniscono il consenso a queste mostruosità, i poveri servi soggiogati ad un qualcosa che non si cura dei superati concetti di proletariato e padronato, semplicemente non ne ha bisogno, è “oltre”.

Tra l'essere illusi ed esser visionari ce ne corre altrettanto. Senza illusi si potrebbe indubbiamente vivere meglio. Senza visionari, senza soggetti capaci di guardare oltre (...gli uomini pericolosi perché capaci di sognare da svegli...come li definiva un certo Lawrence, che un campione di coerenza non era) invece non si creano nemmeno i presupposti per cambiare qualcosa.

La NATO ha collaudato il proprio potere nel corso dei decenni trascorsi, potere finanche di manipolare coscienze, informazione, trasformare/creare realtà parallele o false verità, si serve della menzogna da sempre, secondo un ben collaudato copione ereditato dall'Amministrazione Americana, il caso della Yugoslavia è emblematico, a supervisionare le “missioni di pace” gli USA delegarono William Walker, ex diplomatico già attivo a El Salvador e in Nicaragua...buone referenze per risolvere le crisi... la Yugoslavia, altro tema-tabù della Storia europea o per meglio dire – in omaggio al “grande” Brzezinski – della Storia dell'Eurasia, ove i tagliagole della politica germanica dettero il loro meglio quali reggicoda degli strateghi d'oltre Atlantico, con l'OSCE che celebra il ventennale della propria “attività” in Bosnia con

sontuose cerimonie da iniziati...
Ha affinato i propri strumenti di consenso – oltreché quelli più tecnicamente di morte – con la facile seconda avventura iraqena, riportando il Paese degli Assiri (gente che ha inventato la scrittura) quasi all'età dei Neanderthal, poi con la vergognosa e sudatissima guerra contro Gheddafi, vincitore morale dopo sette mesi di assedio da parte della più agguerrita miscellanea di tagliagole degli ultimi cinquecento anni, sostenuta dal consenso di una “comunità internazionale” di imbecilli validamente assistiti da giornalisti al soldo dell'impero coloniale 2.0.
L'informazione partigiana propalata da questi veri e propri mercanti - non credo affatto ad incompetenti o mentecatti, magari fosse, credo piuttosto dei gran furboni - trascura la Storia vera della galassia araba, confonde gli sciiti con una etnìa (lo fa anche Sarkozy) non sa come affrontare il martirio dello Cheikh al-Nimr assassinato per aver protestato contro i pazzi di Riyadh, condannato a morte per aver protestato e durante le proteste le milizie saudite avevano ammazzato decine di suoi fedeli sostenitori: la follia nella follia.
Immagine desunta da Veterans Today


E, si, non vi ricordate male, Ali al-Nimr è anche un giovanissimo condannato a morte, si tratta delle stesse manifestazioni del 2012, nel civilissimo Occidente non si parla di manifestazioni contro il potere dei Saud, tiranni dell'Hejaz fino dal 1925 sotto la protezione della Corona Britannica prima, degli USA poi, lui è il nipote del santuomo.

Ma io non smetto di chiedermi come sia stato possibile ad uno statista intelligente e scaltro come Vladimir Putin, l'uomo che ha saputo dimostrare sul campo di poter tenere in scacco i mercenari della NATO e ingessare la stessa coalizione sul campo siriano, come sia stato possibile non comprendere che il gioco iniziava – anche per lui – a farsi pericoloso già con l'attacco alla Libia, la carneficina nazista in Ukraina inizia una volta che i falchi americani come Mc Cain si sono imbaldanziti e ripartono in missione.
Mi chiedo ancora, negli interessi geopolitici della sua Russia non c'era spazio per un partner africano “ingovernabile” (ma anche, di conseguenza, non acquistabile da altri) come il Colonnello?
E quindi ha assistito – con cinica pazienza mandarina – che altri risolvessero la questione, il contratto-Jamahiriya?
Una svista, la stigmatizzava a Bologna alla mia questione posta ad un convegno la giornalista Marinella Correggia...una svista la si può concepire ma non su questi scenari e non da parte di un siffatto stratega... Come è possibile che non abbia capito che con la Libia a pezzi sarebbe cambiato, degenerando, tutto il Nordafrica ed a catena il Medio Oriente? Voleva questo anche lui? Siamo noi che, anziché visionari, siamo dei semplici e sciocchi ingenui ed in realtà lui e il suo omologo americano sono solo innumerevoli ed intercambiabili facce di medaglie differenti ma dallo stesso valore? Soggetti che hanno il solo disegno di sorreggere Stati falliti, a pezzi, per incrementare un loro proprio mercato?
E' questo che mi rende scettico, la Ragion di Stato e una cinica strategia passeranno sempre sulle vite di belle persone come quelle delle foto sopra?


E intanto mentre noi parliamo di strategie e strateghi, di guerre e distruzione di stati, il panettiere di Aviano o di Decimomannu stacca la fattura per la fornitura di focacce per qualche centinaio di clienti. E voi pensate che a questo panettiere interessi qualcosa del mondo, della Libia, della NATO o della pace? La sua pace è a fine mese, all'incasso. E la sua coscienza si ferma lì. E' lui il popolo italiano.
E poi, e poi è anche un'altra opportunità di lavoro, per i giovani, un lavoro interessante, di relazioni e scambi culturali, non è uno scherzo, c'è proprio il sito.

sabato 26 dicembre 2015

LA PESTE - LA NATO - BUONE FESTE

...Quelli che si votarono alle formazioni sanitarie non ebbero così gran merito a farlo, infatti: sapevano ch'era la sola cosa da fare e che il non decidersi a farla sarebbe stato incredibile. Le formazioni aiutarono i nostri concittadini a non ritrarsi davanti alla peste e li persuasero in parte che, se c'era la malattia, bisognava fare il necessario per combatterla. Siccome la peste, in tal modo, diventava il dovere d'alcuni, apparve realmente quello che era, ossia una faccenda di tutti...”
Albert Camus “La Peste”



"Una stampa  libera non esiste. Voi, cari amici, ne siete consci, e io anche. Nessuno fra noi oserebbe dire la propria opinione apertamente e liberamene. Noi siamo gli strumenti e i servi delle potenze finanziarie che agiscono dietro le quinte. Siamo le marionette che saltano e ballano quando queste tirano i fili. La nostra abilità, le nostre capacità, e la stessa nostra vita appartengono a quegli uomini. Non siamo altro che prostitute intellettuali."
John Swainton ex direttore NY Times

BUONE FESTE
IL PRESIDENTE SIRIANO ASSAD CON LA MOGLIE MENTRE VISITA LA CATTEDRALE CRISTIANA DI NOTRE-DAME IN DAMASCO 


A qualcuno parrà sicuramente un qualcosa di anacronistico (ed in effetti lo è nel senso più corposo dell'aggettivo qualificativo, in quanto parrebbe logico che oggi, nel 2015 - nominalmente in un regime democratico che dovrebbe rappresentare tutte le istanze e sensibilità della collettività – dovrebbe esser superfluo manifestare per strada...) il fatto che il 25 novembre scorso, a sessant'anni suonati, mi sia dovuto ritrovare per le strade di Firenze a manifestare per la cosa più ovvia e ragionevole del mondo: delegittimare la NATO e cercare in qualche modo di stimolare una collettività – spesso miope ed egoista – nella “migliore” delle ipotesi disinformata e passiva.

Il 26 novembre, il giorno dopo, nella città-del-fiore presidiata dai cecchini sarebbe per l'appunto iniziata una breve kermesse fiorentina di rappresentanti di quella organizzazione che – nata nel 1949, ai tempi della Guerra Fredda – avrebbe di fatto perduto i presupposti per la propria esistenza all'indomani o giù di lì del crollo del muro di Berlino.
Ma dalla fine dell'epoca della “cortina di ferro” la NATO si è andata via via ristrutturando quale pratico utensile per ben altre e ben più remunerative missioni: è divenuta un organo stranamente simbiotico con organizzazioni nominalmente vocate alla “distensione” ed alla risoluzione pacifica delle vertenze tra Stati sovrani, è divenuta ricettacolo pensionistico per politici pensionati, è divenuta molto più prosaicamente vero e proprio strumento per la messa in atto delle strategie sul campo legate alla destabilizzazione dell'Europa e dell'Africa (Medio e prossimo Oriente compresi).
La NATO, perfezionato e lubrificato meccanismo politico-militare, appare oggi la vera e propria arma atta a materializzare le strategie esplicitate dallo Zbigniew Brzezinski nei suoi davvero imperdibili capolavori di demenza geopolitica. Demenza qualora si persegua uno scopo banale quale quello della pace e di un progresso realmente diffuso... altrimenti i suoi trattati (Il mondo fuori controllo; La grande scacchiera) sono palesemente efficaci: la strategia cosidetta “atlantista”, che in realtà è la strategia dei neocon americani, schierati sulle posizioni dei gruppi economici più potenti a livello globale, strategia che punta anzitutto sullo scardinamento di sistemi nazionali e di identità culturali, è indubbiamente vincente sui molti quadranti in cui opera.
Si tratta della PESTE del nostro contemporaneo.
Questa “malattia pensante” si pone obiettivi semplici: destabilizzazione del maggior numero possibile di Stati nazionali, colonizzazione economico-militare, omologazione ad un modello-stile-di-vita che viene spacciato per civiltà, anzi per l'unico modello di civiltà.
Questo velenoso bacillo si serve dei mezzi di comunicazione, oltreché delle armi, per creare – più che un consenso, di cui non credo abbia a curarsi troppo – un diffuso sentito di status quo, un già avvenuto, un ovvio, un unico modo di interpretare.
É curioso pensare che proprio il Brzezinski – lo stratega di Jimmy Carter, consigliere di Obama, fornitore dei missili Stinger ai qaedisti (creati da lui stesso insieme alla CIA ed all'MI6 britannico) afghani, teorico dell'assedio alla Russia e della disgregazione degli Stati europei e di ogni sovrana versione dell'Unione Europea – in un suo saggio (Totalitarian Dictatorship and Autocracy) abbia elencato tra gli elementi qualificativi una dittatura proprio quelli che sono, oggi, i capisaldi della politica estera ed interna americana, principale manovratore della NATO, al 6° posto, tra sei elementi pone : “il monopolio da parte del partito dei mezzi di comunicazione di massa di propaganda”

É per questo che il 25 novembre mi son ritrovato in Piazza dell'Unità insieme a centinaia di giovani e meno giovani talora paludati con bandiere di Stati nazionali letteralmente massacrati da questa vera e propria “macchina infernale”, bandiere dell'orgoglioso Iraq di Saddam Hussein, bandiere dell'ostinata Repubblica Araba


Siriana, una bandiera della “vecchia” Yugoslavia titina, certo, anche nostalgie sui selciati di Firenze, nostalgie per chi ha avuto il coraggio di battersi per il proprio Paese, quando l'orgoglio non è un peccato.
Dove l'orgoglio è una virtù.
"L'esperienza che abbiamo fatto in Bosnia può fungere da modello per le future operazioni della NATO" Javier Solana, ex segretario generale NATO.
E pensate che perfino Solana, il carnefice della Yugoslavia, ha premuto per gli interventi in Siria per demolire il paese e destituire Assad.


Ho avuto il privilegio di accompagnare Maria, un'amica venuta fin dalla Sicilia che ha condiviso con me lo striscione contro il MUOS, il mostro di Niscemi.
Mi son ritrovato tra decine di altri come me brizzolati “cani sciolti”, non ho veduto soggetti politici blasonati, orgogliosamente cani sciolti ha sottolineato Sonia, sulle spalle la bandiera iraqena, troppi dei rivoluzionari d'ateneo si sono negli anni "integrati", trasformati in sovrintendenti, assessori o peggio ancora deputati di un Parlamento che non rappresenta più nient'altro che sé stesso e difende i propri parassitari privilegi.

E non avrei mai pensato in quei giorni lontani del 1977, 78, 80, 82, che quasi quaranta anni dopo sarei dovuto tornare per strada e che il bersaglio della nostra indignazione sarebbe stato ancora una volta una politica lontana dalla gente e dal buonsesno e dalla Storia, che ancora una volta avrei dovuto schierarmi contro l'Imperialismo, o meglio, ancora più pertinente e più completo: contro il COLONIALISMO. Un colonialismo culturale prima ancora che geografico, ma immediatamente dopo geografico, con guerre, invasioni e morti a migliaia, a decine di migliaia, a centinaia di migliaia, e sempre dalla parte dei “barbari”, quelli che – ci dicono – non accettano, anzi minacciano, un nostro “stile di vita”...
Mi son rivisto Firenze schierata in antisommossa nelle strade adiacenti, ho guardato in faccia i benpensanti disinformati e stupiti di vedere degli anziani – si, anziani – con gli striscioni contro l'aggressione NATO in mezzo mondo, contro le antenne dei sistemi offensivi del corpo dei Marines in Sicilia, il MUOS, con l'installazione bocciata anche dal TAR ma in funzione lo stesso...lo Stato di diritto ridotto a zerbino delle potenze coloniali del nuovo millennio. Non avrei però davvero mai immaginato di passeggiare per la mia Firenze mentre dall'alto di qualche tetto qualche mercenario in passamontagna nero magari mi prendeva le misure attraverso un'ottica con visore notturno; non è bello, tornatevene nelle vostre tane, avete già fatto tanti danni in Iraq, Libia, in Francia, in Siria, in Mali. Matteo Renzi assente al convegno si affannerà a proclamare che l'Italia non interverrà nella questione siriana, io che son vecchio – appunto – non mi stupirò più se dovessi leggere tra qualche mese del fatto che, magari, proprio in queste settimane una decina di aerei italiani stessero bombardando allegramente gli obiettivi più singolari, nella altrettanto singolare accezione di quella Guerra al terrore che è stata concepita da un – è storia – mentecatto come George Bush, e proseguita da un Nobel per la Pace come Obama, l'uomo dei droni e dalla - è storia, e fisiognomica - psicopatica prossima primo Presidente donna degli USA. 

Intanto mentre giornalisti in pensione come Fini auspicano un dialogo (sic) con gli assassini dello Stato Islamico cosidetto, magari concedendo finanche un seggio all'ONU, questa stessa ONU ovviamente per motivi umanitari pare abbia fatto da intermediaria per "traslocare" famiglie di almeno 2000 combattenti Al Nosra e Daach (che son la stessa genìa) dalle zone dei combattimenti. L'ONU si prepara al prossimo inquilino?
Curiosa visione quella di Fini, dopo un interessante ed affabulante saggio sul Mullah Omar purtroppo lo ricordo unicamente per le sue sviste politically correct su Gheddafi e per questo suo fervore senile verso l'ISIS, ISIL Daach, fervore malriposto in quanto in questo contesto è storia che non si tratti di un paragone tra i tagliagole armati dai Sauditi ed addestrati dalla CIA e i settecenteschi ikhwan di Mohamed Abdul Wahhab...eppure su suggerimento di un comune amico giornalista gli avevo anche inviato, appena uscito on line, una copia cartacea del mio "Libia il naufragio dell'Europa" dove spiego nei dettagli quella che è la logica della destabilizzazione del Nordafrica e Medio Oriente, da allora ad oggi, e mi pareva pure che l'avesse letto...

Qualcosa di nuovo c'è comunque, in giro, non soltanto i Fulvio Grimaldi, le Marinella Correggia e Giulietto Chiesa si mettono al solito in gioco, qualche altra griffe si riscuote, nell'organigramma del comitato NO NATO appare anche il Franco Cardini, seppur cauto e ancora per qualche verso politically correct (ma è un professore, hanno i loro tempi) forse questi soggetti consentiranno di sdoganare quel dissenso (buonsenso) che è ancora limitato a un migliaio di manifestanti (per il quotidiano locale saranno 300, boh, io anche questa volta c'ero, e mi parevano un po' di più... sarà per questo, per il fatto che vado a vedere di persona e che non mi faccio raccontare da chi nemmeno c'era, che sono antipatico?), e poi non si può restare ancora a guardare: se c'era la malattia, bisognava fare il necessario per combatterla. Siccome la peste, in tal modo, diventava il dovere d'alcuni, apparve realmente quello che era, ossia una faccenda di tutti.





martedì 24 novembre 2015

I PAZZI FURIOSI - VIVE LA MORT VIVE LA GUERRE VIVE LE SACRE' MERCENAIRE!!!!!!

ABBATTUTO  UN  AEREO  RUSSO  (IMPEGNATO IN AZIONI CONTRO  ISIS) NEI  CIELI  DI  SIRIA


PRIMA  NE AVEVANO ABBATTUTO UNO CIVILE  DANDO LA COLPA ALLA RUSSIA



POI NE AVEVANO ABBATTUTO DIRETTAMENTE UNO RUSSO



I  PAZZI  CRIMINALI  CHE  VOGLIONO  LA  GUERRA:
ERDOGAN IL SULTANO SI VENDICA DEI 500 CAMION CISTERNA BOMBARDATI E SOTTRATTI AL SUO FONDO PENSIONE
OBAMA DICHIARA: "LA TURCHIA HA DIRITTO DI DIFENDERE IL SUO  TERRITORIO"
abbiamo ancora dei dubbi su chi siano i terroristi?

e poi abbiamo la CAMPIONESSA:  LADY-MORTE
pazzi  criminali  ... ah  se  ci fosse  un DIO...
Per i mentecatti che ancora vogliono credere alla
buona fede dei Renzi e degli americani e della
banda della NATO  il filmetto sopra, girato dai
ribelli moderati mostra la distruzione di uno degli elicotteri russi di soccorso ai piloti colpito con un razzo del sistema TOW fornito dall'America...

La questione è - come ci ricorda un lettore - che un Dio c'è ma questi soggetti non hanno alcun rapporto con lui.
E fin qui non ci sarebbero problemi , se questa gente - che almeno un tempo si richiamava all'altra divinità moderna : la Ragione - avesse almeno un pò di (per l'appunto) raziocinio. Ma ben altri sono i meccanismi che regolano (regolano? perché voi vedete una regola? voi vedete un metodo? come si chiedeva il Marlon Brando-Kurtz-cuore di tenebra in un ben noto film) i rapporti tra le nazioni.

A proposito di rapporti: la NATO è un qualcosa che avrebbe avuto senso cessasse al momento del crollo del muro di Berlino, era stata concepita per quello...Oppure no?

Di fatto il movimento di opinione che si contrappone a questo vero e proprio strumento di aggressione (Iraq e Libia ne sono esempi lapalissiani) viene di recente sdoganato dal coinvolgimento di soggetti come il Franco Cardini, professore e studioso di quell'altra dimensione d'oltremare che causa ai più imbarazzo, paura e più che altro incomprensione: il mondo musulmano. Parrebbe logico che la presenza da questa parte del fronte (anti-NATO) di soggetti come il Cardini dovrebbe indurre la molta gente dabbene a rivedere l'immagine che si è precostituita in merito ai "contestatori" che non sono agitatori o pazzi ma per l'appunto uomini di cultura che - spesso - sono anche giornalisti "du terrain", sul campo, come Fulvio Grimaldi, Marinella Correggia, gente che scrive di cose conosciute direttamente, non per veline prese dagli incaricati delle cancellerie o dei Servizi.

L'episodio dell'abbattimento dell'aereo da parte di quello che dovrebbe essere un alleato dovrebbe indurre gli altri membri della pretesa coalizione anti-Daech (ISIL) a riflettere su scopi e lealtà ma in verità non si pone alcun problema: Obama o è semplicemente succube e vittima dei neo-con guerrafondai alla Cheney-Rumsfeld-Wolfowitz-Brzezinski o ne è consapevolmente complice, il risultato non cambia, Hollande è una nullità politica che salta allo schiocco della frusta, i suoi servizi sono al soldo dell'alleanza atlantica e la regìa non cambia.

Sulla stampa l'unico commento decente (nel titolo) oggi è, fateci caso, su La Gazzetta dello Sport che esordisce così: "A che gioco sta giocando la Turchia?" ........

Ma quanto a belle personalità non ci facciamo mancar niente nemmeno in Italia, pese esportatore di morte e distruzione, abbiamo dei sensali delle nostre "peggiori" produzioni che i falchi del Pentagono ci fanno un baffo!
FrancescoVIGNARCA Rete Disarmo: «La Legge 185 del 1990 vieta espressamente le esportazioni di tutti i materiali militari e loro componenti verso i Paesi in stato di conflitto armato», al contrario il ministro della Difesa Roberta Pinotti è intervenuta il 19 novembre a margine di un convegno, spiegando : «È tutto regolare per quanto riguarda le autorizzazioni, il Governo italiano opera nel rispetto della legge». La stessa ministro Pinotti ha confermato “il segreto di Pulcinella” sul legame tra l’ISIS e gli Stati del Golfo:«All’interno dei Paesi arabi», ha detto, «ci sono state raccolte di fondi di fondazioni private che dicevano di avere fini caritatevoli e che in realtà finanziavano i terroristi». Per l’autorevole Washington Institute for Near Policy,l’ISIS ha ricevuto oltre 40 milioni di dollari negli ultimi due anni da benefattori dell’Arabia Saudita, del Qatar e del Kuwait.

Il Ministro Pinotti gioca con gli aeroplanini...
Vi ricordo il link per la petizione contro la vendita di armi all'Arabia Saudita, firmatelo e diffondetelo:  www.change.org/p/stop-alla-fornitura-di-armi-all-isis/u/14315666

Dopo la nuova partenza di ordigni made in Italy,l’Osservatorio Opal di Brescia, Rete Disarmo e Amnesty International hanno rinnovato la richiesta al Governo di sospendere l’invio di armi. «Si tratta», spiega Giorgio Beretta dell’Opal,«di un carico atterrato nella base militare della Royal Saudi Armed Forces di Taif». E ricorda: «Bombe del tipo di quelle inviate dall’Italia, come le MK84 e Blu109, sono state ritrovate in diverse città dello Yemen bombardate dalla coalizione saudita».
Soprattutto le armi leggere, nella cui produzione il made in Italy primeggia e che sono facilmente trasportabili e occultabili. Il Pentagono, ad esempio, ha da poco ammesso di aver “perso le tracce” di 500 milioni di dollari di armi inviate proprio in Yemen.