Ma di fatto Napolitano lo aveva
anticipato nel suo discorso della vigilia di Pasqua: non aveva la colomba in
dono per gli italiani, no, in effetti una birichina coincidenza lo predisponeva
al Pesce d'Aprile più grottesco e velenoso che un capo di Stato abbia riservato
ai propri sudditi e vassalli. Re Giorgio (qualche ruffiano agiografo iniziò ad
usare questa cortigiana “investitura” un paio d'anni orsono, poi il dedicargli tale
nobilitazione è divenuta prassi anche se sempre più sarcastica e desolata, in
effetti lo svilimento dei blasoni l'ha dimostrato recentemente il suo ex
ministro degli esteri, quel gran signore di antico lignaggio giuliomariaterzidisantagataecc.contediecc.cavalieredisangiorgioecc.ecc.
fuggiasco e contumace – lui – dal pantano della storia dei Marò), nel cassetto
della cricca che da anni elemosina stipendi principeschi per il dolce farniente
delle segreterie romane aveva raccattato una sfilarata di nomi di amici e
parenti che a suo modo di vedere avrebbero risolto due problemi aritmetici
irrisolubili: 1) far convergere in una alleanza almeno due dei tre schieramenti
politici usciti pressoché a pari punti dalle ultime elezioni, 2) sostituire una
classe amministrativa dirigente che non ha saputo amministrare e
che non ha saputo dirigere altro all'infuori dei denari pubblici nelle
proprie tasche.
Si è inventato così le due
commissioni di dieci tizi che ha definito saggi, in virtù di non si sa quale
caratteristica, se la probità, se la senilità, se la conoscenza delle cose del
mondo e della vita...se per personale sua propria saggezza, che gli viene ad
ogni piè sospinto attribuita dai soliti leccapiedi e yes-men di palazzo.
Pone ai vertici dello stato una assemblea tribale, poprio così, quella
della propria tribù, fregandosene delle elezioni. E' questa la democrazia? I saggi? Saggi? chi, Quagliariello o Quagliarella che va in campo e segna?
No, di fatto il pesce d'aprile
2013 porta al comando una oligarchia di anziani, già veduti nelle
cariche più svariate, di fatto proprio la creme di quel modo di far politica
che ha portato il paese alla rovina, sociale ed economica, avallando scelte
scellerate di politica comunitaria, di un'Europa che politicamente non è mai
nata, un'Europa economica strumento paradossale dello scardinamento dello
stesso concetto di unità politica continentale. L'Europa Unita non serve alla
politica internazionale, lo ha capito anche lui, Re Giorgio, uomo attento ai
fatti della storia, uomo prudente che vide la Liberazione del 1945 dal giogo
nazifascista dall'isola di Capri, l'uomo che Henry Kissinger definiva come “my
favourite communist”.
Nella sua nuova regalità, incerto
– come un nobile della valigia – del proprio fiabesco ruolo
Napolitano non vuol rischiare, ispirandosi appunto al mondo delle fiabe
al Pesce d'Aprile abbina anche la Mela avvelenata, solo che stavolta, col
governo Monti e con Terzi di Santagata si è giocata anche l'aristocrazia,
schiaffeggiata in parlamento: non c'è un Principe Azzurro che viene a baciare
la Bella addormentata, hai voglia a dormire!
E' con simili escamotage
da avanspettacolo, riproponendo cadaveri ambulanti di incapaci come Monti e la
Fornero, incapaci anche sotto l'elementare profilo dell'umanità, che si
prevede di invertire il declino?
Goldman Sachs ha messo
all'indice i 5stelle, ce ne rallegriamo perché il primo commento
propostoci dalla stampa, di positiva novità, ci aveva impensieriti. Ovvero,
impensierito oggi dovrebbe esser Grillo perchè se è la madrina della finanza
liberista mondiale – l'icona del cinismo e dell'irresponsabilità – a decidere
che egli è un pericolo addirittura per l'Europa (ed è vero, l'ondata di pulizia
potrebbe contagiare altre coscienze, per ora dormienti, convinte di cavarsela
nel disastro altrui, non solo gli italiani sanno esser pusillanimi, a questi
giorni in molti non fanno che citare – davvero a proposito, aggiungerei -
l'esempio fulgido di De Gaulle, nemmeno sapendo che razza di soggetto sia stato
il grand'uomo di Francia!), se è vero che questi soggetti sono gli artefici
delle maggiori carneficine deli ultimi decenni (Afghanistan,Iraq, Libia) il
buon comico avrà da far ben altro che prestare la giacca a vento all'amico
bagnino! Forza Beppe, non mollare, se hanno paura i mostri abbiamo ancora una
speranza.
La storia dei Marò è un giochetto
che ha fatto imbestialire molti, anche giustamente talvolta, anche se da punti
di vista molto diversi; ci porta a scoprire o meglio a render note cose ed
avvenimenti finora coperti dall'alone della bontà : le missioni umanitarie ed i
contingenti ONU. Spesso bersaglio delle maldicenze di “faziosi”
osservatori indipendenti si rivelano per essere “anche” qualcosa d'altro
(qualcosa d'altro anche rispetto all'essere un bel business per tanti
ex-militari di carriera e mercanti d'armi). Scopriamo che i soldati ONU forniti
dall'India sono dei birbaccioni, stuprano le negrette congolesi.
Cattivi! Ma come mai solo gli indiani? Anzi per esser precisi i Sikh! Già, gli
indiani alla Kabir Bedi (Sandokan in versione RAI-TV) sono cattivi, finiti i
tempi del Mahatma e degli ashram sorgente di disciplina e conoscenza
(non ci andavano solo gli hippies, in un ashram aveva vissuto per un tre anni
anche Richard Francis Burton, il leggendario ricercatore delle sorgenti del
Nilo), gli indiani delle missioni umanitarie sono “cattivi”. E gli altri? O
dovremmo preoccuparci di inviare solo eunuchi in tali missioni? No, ha ragione
Monti, anzi è stato troppo morbido, i viaggi non vanno semplicemente inseriti
nel redditometro, vanno permessi solo a giornalisti di regime (ce ne son tanti,
corrispondenti di guerra da salotto...), la gente comune non deve andare
liberamente in giro per il mondo, potrebbe veder cose che la turberebbero, che
è meglio non divulgare...
Emilio