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domenica 7 aprile 2013

ASSASSINI!!!!!! FESSI E PEZZENTI!!!

ASSASSINI!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' il grido della gente di Civitanova Marche all'indirizzo dei governanti, di quei millantatori che per decenni hanno brigato, malversato, intrallazzato fingendosi, autoreferenziandosi AMMINISTRATORI  di un Paese, di una Nazione che hanno illusa ed ingannata. Fino a prima delle elezioni le pressoché quotidiane notizie di suicidi di imprenditori, pensionati, disoccupati, venivano stigmatizzate con depressioni, crisi familiari o più semplicemente occultate. E le notizie delle infamie di Equitalia non le difende nemmeno più il presidente della Repubblica coi suoi moniti stantii e minacciosi all'indirizzo dei sudditi che hanno osato “"uccidere un cervo nel parco del re”, che hanno osato ribellarsi alla casta.
"Non era modificata la concezione a livello europeo degli spazi disponibili"  farfuglia Monti in televisione il 7 aprile per giustificare il ritardo nel saldo dei debiti dello Stato alle imprese e si dispiace delle "briglie punitive alle imprese"
"concezione a livello europeo degli spazi disponibili"???? e che vuol dire? che lingua è?
"briglie punitive"? e che linguaggio è, di un megaprofessore superpagato? ma allora abbiamo capito ancor meglio, sono non soltanto dei lacché, sono dei mentecatti, pazzi pericolosi.

Sono indeciso, mi tocca ripetermi, ma Cesare Lombroso li avesse  visti due teste così le avrebbe messe nei suoi vasi di formalina.
(prima però - vecchi come sono ce l'avrebbero fatta -  sarebbero passati davanti a Louis Antoine de Saint Just)

Oggi la gente ha capito che può alzare la voce, ha capito che se un Renzi va in televisione col chiodo a farsi propaganda da Maria De Filippi allora anche un comico come Grillo – che i palcoscenici li ha calcati per lavoro - è legittimo che si metta una mano sulla coscienza e prenda il posto di politici da avanspettacolo. 
Laura Boldrini,  presidente della Camera dei Deputati, nuova cronologicamente, non nuova per il tipo politico – stantìo, conformista, falsobuonista - che rappresenta, è di coloro – e sono tanti - che della solidarietà han fatto mestiere, vagando per i posti più maledetti del pianeta, per lo più su auto blindate dalle lunghe antenne ricurve, dalle targhe rassicuranti degli intoccabili.
La Boldrini ci dicono è avvezza – pei suoi avventurosi e filantropici trascorsi, appunto – alle situazioni difficili, non si perde l'occasione di un po' di solidarietà casareccia, tre suicidi  (esodati, pensionati, i nuovi poveri di quell'Italia, se non benestante tranquilla, che non esiste più, grazie anche all'ultimo atto del disgraziato e criminaleNon sapevo che in Italia vi fossero situazioni di tale povertà” che altro non fa che confermare l'assoluto distacco di questi soggetti dalla vita reale della gente, e conclude con una battuta che crede molto filosofica “Non si deve vergognarsi di esser poveri!” che suona grottescamente incongrua, certo lo abbiamo già ascoltato questo ritornello: beati gli ultimi, beati gli umili....pittoresco, molto pittoresco l'ascetismo imposto agli altri. Se ci son episodi tra i fatti dell'esistenza che impongono cautela si tratta proprio del suicidio ed il senso dell'onore e della dignità di una persona. Con che coraggio questa lobbysta si permette di giudicare la dignità di un suicida? Lei che non si era accorta del disastro di una nazione e indossa la veste di Presidente della Camera cosa ne può sapere di povertà? Forse perchè ne ha annusato il frazio in qualche campo profughi di qualcuna delle tante “operazioni umanitarie” in giro per i paesi in cui il sottosuolo cela qualche ricchezza?
Mi stupisco non l'abbiano scritturata per il ruolo dei Vulturi nel film Twilight.
Governo dei Tecnici ( o per meglio dire gli Stati Generali) voluto da Napolitano per chiudere in bellezza una carriera iniziata all'aria buona della piazzetta di Capri, nel 1945, mentre in terraferma si combatteva ), è nella circostanza dei funerali di questi poveretti che esordisce con uno scellerato “
ASSASSINI? Si, ma chi e quanti? Ma dopo i decenni di misteri e di prese in giro sul dramma di Ustica chi volete si interessi di un paio di pezzenti di pescatori del Kerala (e che è il Kerala?! uno shampoo?). Cambiano il nome alle cose per camuffare la sostanza: la viltà è coraggio. Eroe è un appellativo che non si nega più a nessuno, non occorre grande disciplina quando la criminalità è fraintesa per senso dello Stato. La questione dei marò e dei pescatori rischia di diventare ancora più vile di quello che potesse apparire d'emblée. Avevamo già letto della presenza di almeno altri quattro di questi militari sulla nave italiana, poi non se ne era più avuta notizia. A Bari al loro rimpatrio (ma perché solo 4 su 6?) erano stati accolti al solito come eroi e pare si fossero dichiarati preoccupati per i colleghi rimasti là, tutti soli. Beh, stando alla tanto declamata etica virile e patriottica avrebbero potuto – come nei film dei marines – non abbandonarli (i francesi nel 1964 ritardarono la partenza dall'Algeria dell'ultimo loro contingente, fino a che un certo tenente Santoni, agli arresti da qualche giorno, non venne liberato), magari si sarebbe anche capito come funziona la distribuzione dell'armeria nei contingenti nostrani, in cui Tizio spara col fucile di Caio, Sempronio usa l'altrui fucile non pulito da egli stesso che magari si inceppa...ma che siamo, davvero, un'armata Brancaleone? Altro che esercito di professionisti! E in quanti – di quei 6 militari - hanno fatto il tiro al bersaglio su un peschereccio? Nella circostanza la7, novello Verbo, ospitava iersera l'altro illustre pusillanime, il vero fuggiasco giuliomariaterzimarchesedisantagata (povera Agata! E povera aristocrazia, se questo individuo meschino è il suo campione!). Nell'occasione mi allineo alla critica fattami un anno addietro da Fulvio Grimaldi, che mi aveva rampognato per avere io perso tempo ad affrontare nell'agosto 2011 in un dibattito alla Versiliana due soggetti come Fausto Biloslavo e Toni Capuozzo, prototipi italiani del giornalismo embedded che sta a significare notizie manipolate, notizie battute dalle ambasciate, di terza, quarta o quindicesima mano. Mano di mercenari, beninteso. Stavolta non perdo tempo a sentire biascicare fasulli aristocratici, aveva ragione Fulvio (è più vecchio di me, e ne ha viste di cotte e di crude, il vissuto conta) a un certo punto devi fare delle scelte, certa gente va abbattuta, come le idee di cui sono i “piazzisti”, e poi come disse qualcuno – lui si, davvero saggio – se discuti con un imbecille finisce che ti abbassi al suo livello ed è allora che  lui ti batte in esperienza.
FESSI  E  PEZZENTI!!!! Gli italiani silenziosi appoggiano la macelleria qaedista statunitense in Siria, due anni fa con i loro denari spesi in tasse hanno brigato per distruggere un paese – la Libia – che aveva già massacrato con Giolitti prima e Graziani poi. Hanno fatto la guerra a un paese dove la benzina si paga 7 centesimi di dinaro al litro

(un dinaro corrisponde circa a 70 centesimi di euro) per continuare a pagarla quasi due euro al litro. Pezzenti, e stanno dietro ai racconti di scandali dei carburanti, con la novella di due centesimi in più o in meno “sottratta” dai petrolieri di casa nostra. Fessi, non sono i centesimi, sono i milioni e miliardi che vi fottono. Michel Collon un giornalista belga (giornalista non come Biloslavo o Capuozzo) ha appena svelato i retroscena di una trattativa del 2010 tra la Total (Francia) e l'emiro del Qatar per lo sfruttamento di un giacimento libico di gas naturale: per i soli diritti (quindi senza pompare un solo litro di gas) una transazione da 140 milioni di dollari. E i fessi con carburanti che costano più del vino d'annata si affannano a cercare l'ultima versione dell'auto a consumi ridotti (non c'entra niente l'ecologia, si tratta di strategia di mercato, si sono inventati una nuova fascia di richiesta, sennò chi venderebbe più auto?).
SUDDITI! “Giorgio Napoletano,  my favourite communist”, come lo definiva giocosamente Henry Kissinger anni fa, sottolineandone la grande statura di interlocutore avversario, è ancor più degno di affetto per i padroni americani, ha appena graziato uno dei protagonisti della extraordinary rendition italiana consumata sulla pelle di un barbuto Abu Omar, rapito con l'aiuto di qualcheduno dei nostri James Bond di Centocelle nel delirio delle svariate e periodiche guerre al terrore (sic) di questo o quello psicopatico della Casa Bianca. E come indignarsi per gli aviatori responsabili della tragedia del Cermis addirittura promossi di grado?!
IMBECILLI : La questione dell'indebitamento degli Stati è all'origine delle più marchiane inadeguatezze degli stessi nei confronti dei propri cittadini. Oltre che la pressione fiscale più iniqua (oltretutto perché i denari sottratti alla collettività vengono sperperati in progetti demenziali o divisi tra sodali, preti che si inventano realtà missionarie in giro per il Congo - ma sarà allora proprio Signoriddio in persona che ha condannato quella fogna di paese a venir sempre fregato? Belgi, inglesi, francesi, preti, zanzare, sono secoli che si fottono quei quei negracci... ah, scusate, li ho definiti negracci, no, si dice neri, oppure gente di colore...si fottono con educazione) godiamo del peggior livello di investimento in cultura ed istruzione dell'intera Europa. E' grazie alle varie TAV Torino Lione, ai vari Ponti sullo Stretto ed alle tante Grandi Opere che il debito degli Stati cresce a dismisura. E'  quello l'investimento della finanza usuraia che lucra sugli interessi dei prossimi cinquant'anni: il debito perenne.
Come nel film di Sordi il marchese del Grillo lancia dalla finestra alla folla dei questuanti le monete arroventate il governo che non può governare allenta i cordoni di chissà quale borsa e proclama il lancio di quaranta miliardi a coprire i crediti delle imprese fornitrici dello Stato. Ma allora i denari li avevano!! il lacché di Goldman-Sachs nega che questi grandi numeri verranno coperti da un ennesimo salasso. Ma allora se non sono da reintegrare perché hanno atteso il tracollo? Qual'è la regìa di questi mercenari della speculazione?

Signori cari, è l'epilogo di un modello di sviluppo. Certo, i politici sono degli incapaci, non hanno saputo né amministrare né pianificare, a loro si sono allineati gli amministratori locali che hanno creduto, pompando all'estremo le due risorse fasulle (risorse di un paese distrutto dalla guerra) l'automobile e l'edilizia, di poter far andare avanti un meccanismo che non è autosufficiente. Uno svuppo a somma perennemente positiva non è in natura. Non è di questo mondo, che di per sé è un sistema chiuso. Oggi si sono inventata la fanfaluca della non occupazione di nuovo territorio, dopo aver ascoltate le stupidaggini sulla città del futuro esposte da archistar come Massimiliano Fuksas dobbiamo ascoltare i saggi dell'ultim'ora che pontificano su Piani di Recupero per trasformare i vecchi opifici in abitazioni...e per farci cosa? Ulteriori vacui dormitori per città in cui non è più possibile vivere? Ma se volevano ottenere ulteriori risorse (gli oneri di urbanizzazione prima che per fare scuole e riparare strade vengono impiegati nella spesa corrente dalle amministrazioni comunali, vuole dire che ci pagano lo stipendio alle migliaia di impiegati ) potevano farlo semplicemente spolpandoci un altro po', senza premiare ancora quei mentecatti di fasulli imprenditori che affollano la provincia d'Italia e che se ne sono andati all'estero a produrre in Tunisia o in Vietnam o in  Romania. Con la benedizione della signora Emma Bonino, negli anni '90 alto commissario CEE per l'appunto preposto a distribuire da Bruxelles le provvigioni miliardarie per i famigerati progetti di partenariato. No, signori, il mondo e gli equilibri che conoscevate come unici – nella vostra presunzione (presunzione ed ignoranza vanno da sempre a braccetto) – non stanno più in piedi. Ben lo sappiamo che le stesse organizzazioni sindacali hanno finto per anni la sopravvivenza di un modello sociale di proletariato che in realtà si era dissolto, vivacchiando di fatto sulle spalle della collettività (non mi direte che la FIAT è una azienda che produce e vende auto, vero?), lo hanno fatto per mantenere in vita una propria illusoria credibilità o forse – assai più prosaicamente – per mantenere in vita i propri quadri.
Peccato che - in molti - fossero anni che lo si predicava, avremmo almeno potuto credere tutti insieme ad un vero progetto di società alternativa. Invece abbiamo subìto, anzi stiamo subendo le conseguenze delle farneticazioni velenose dei Brzezinski de La grande scacchiera però forse il grande stratega dell'instabilità dell'Europa non sa che il gioco degli scacchi è stato inventato col nome di Gioco dei Re in una regione che si chiamava Persia...
Il gioco degli scacchi è un gioco che richiede intelligenza, memoria e fantasia. Le sue regole immutate da migliaia di anni, una delle poche sfide che il computer ha perduto con l'uomo.
Emilio

lunedì 1 aprile 2013

PESCE D'APRILE

Sono rimasto un attimo in silenzio e per due motivi: il primo che francamente mi pareva superfluo il commentare la débacle della politica "professionistica" alla prova dei fatti, al vedere il bluff di cinquant'anni (non fermiamoci agli ultimi venti, la crisi, anzi l'incapacità dell'AMMINISTRARE la cosa pubblica è ben pregressa!) di disinvolti sconsiderati equilibrismi; e poi dovevo cercar di completare la correzione dei miei nuovi racconti, che l'editore spero avrà la pazienza anche questa volta di accettare fuori tempo massimo per la pubblicazione...
Ma di fatto Napolitano lo aveva anticipato nel suo discorso della vigilia di Pasqua: non aveva la colomba in dono per gli italiani, no, in effetti una birichina coincidenza lo predisponeva al Pesce d'Aprile più grottesco e velenoso che un capo di Stato abbia riservato ai propri sudditi e vassalli. Re Giorgio (qualche ruffiano agiografo iniziò ad usare questa cortigiana “investitura” un paio d'anni orsono, poi il dedicargli tale nobilitazione è divenuta prassi anche se sempre più sarcastica e desolata, in effetti lo svilimento dei blasoni l'ha dimostrato recentemente il suo ex ministro degli esteri, quel  gran signore di antico lignaggio giuliomariaterzidisantagataecc.contediecc.cavalieredisangiorgioecc.ecc. fuggiasco e contumace – lui – dal pantano della storia dei Marò), nel cassetto della cricca che da anni elemosina stipendi principeschi per il dolce farniente delle segreterie romane aveva raccattato una sfilarata di nomi di amici e parenti che a suo modo di vedere avrebbero risolto due problemi aritmetici irrisolubili: 1) far convergere in una alleanza almeno due dei tre schieramenti politici usciti pressoché a pari punti dalle ultime elezioni, 2) sostituire una classe amministrativa dirigente che non ha saputo amministrare e che non ha saputo dirigere altro all'infuori dei denari pubblici nelle proprie tasche.
Si è inventato così le due commissioni di dieci tizi che ha definito saggi, in virtù di non si sa quale caratteristica, se la probità, se la senilità, se la conoscenza delle cose del mondo e della vita...se per personale sua propria saggezza, che gli viene ad ogni piè sospinto attribuita dai soliti leccapiedi e yes-men di palazzo. Pone ai vertici dello stato una assemblea tribale, poprio così, quella della propria tribù, fregandosene delle elezioni. E' questa la democrazia?  I saggi? Saggi? chi, Quagliariello o Quagliarella che va in campo e segna? 
No, di fatto il pesce d'aprile 2013 porta al comando una oligarchia di anziani, già veduti nelle cariche più svariate, di fatto proprio la creme di quel modo di far politica che ha portato il paese alla rovina, sociale ed economica, avallando scelte scellerate di politica comunitaria, di un'Europa che politicamente non è mai nata, un'Europa economica strumento paradossale dello scardinamento dello stesso concetto di unità politica continentale. L'Europa Unita non serve alla politica internazionale, lo ha capito anche lui, Re Giorgio, uomo attento ai fatti della storia, uomo prudente che vide la Liberazione del 1945 dal giogo nazifascista dall'isola di Capri, l'uomo che Henry Kissinger definiva come “my favourite communist”.
Nella sua nuova regalità, incerto – come un nobile della valigia – del proprio fiabesco ruolo Napolitano non vuol rischiare, ispirandosi appunto al mondo delle fiabe al Pesce d'Aprile abbina anche la Mela avvelenata, solo che stavolta, col governo Monti e con Terzi di Santagata si è giocata anche l'aristocrazia, schiaffeggiata in parlamento: non c'è un Principe Azzurro che viene a baciare la Bella addormentata, hai voglia a dormire!
E' con simili escamotage da avanspettacolo, riproponendo cadaveri ambulanti di incapaci come Monti e la Fornero, incapaci anche sotto l'elementare profilo dell'umanità, che si prevede di invertire il declino?

Goldman Sachs ha messo all'indice i 5stelle, ce ne rallegriamo perché il primo commento propostoci dalla stampa, di positiva novità, ci aveva impensieriti. Ovvero, impensierito oggi dovrebbe esser Grillo perchè se è la madrina della finanza liberista mondiale – l'icona del cinismo e dell'irresponsabilità – a decidere che egli è un pericolo addirittura per l'Europa (ed è vero, l'ondata di pulizia potrebbe contagiare altre coscienze, per ora dormienti, convinte di cavarsela nel disastro altrui, non solo gli italiani sanno esser pusillanimi, a questi giorni in molti non fanno che citare – davvero a proposito, aggiungerei - l'esempio fulgido di De Gaulle, nemmeno sapendo che razza di soggetto sia stato il grand'uomo di Francia!), se è vero che questi soggetti sono gli artefici delle maggiori carneficine deli ultimi decenni (Afghanistan,Iraq, Libia) il buon comico avrà da far ben altro che prestare la giacca a vento all'amico bagnino! Forza Beppe, non mollare, se hanno paura i mostri abbiamo ancora una speranza.

La storia dei Marò è un giochetto che ha fatto imbestialire molti, anche giustamente talvolta, anche se da punti di vista molto diversi; ci porta a scoprire o meglio a render note cose ed avvenimenti finora coperti dall'alone della bontà : le missioni umanitarie ed i contingenti ONU. Spesso bersaglio delle maldicenze di “faziosi” osservatori indipendenti si rivelano per essere “anche” qualcosa d'altro (qualcosa d'altro anche rispetto all'essere un bel business per tanti ex-militari di carriera e mercanti d'armi). Scopriamo che i soldati ONU forniti dall'India sono dei birbaccioni, stuprano le negrette congolesi. Cattivi! Ma come mai solo gli indiani? Anzi per esser precisi i Sikh! Già, gli indiani alla Kabir Bedi (Sandokan in versione RAI-TV) sono cattivi, finiti i tempi del Mahatma e degli ashram sorgente di disciplina e conoscenza (non ci andavano solo gli hippies, in un ashram aveva vissuto per un tre anni anche Richard Francis Burton, il leggendario ricercatore delle sorgenti del Nilo), gli indiani delle missioni umanitarie sono “cattivi”. E gli altri? O dovremmo preoccuparci di inviare solo eunuchi in tali missioni? No, ha ragione Monti, anzi è stato troppo morbido, i viaggi non vanno semplicemente inseriti nel redditometro, vanno permessi solo a giornalisti di regime (ce ne son tanti, corrispondenti di guerra da salotto...), la gente comune non deve andare liberamente in giro per il mondo, potrebbe veder cose che la turberebbero, che è meglio non divulgare...
Emilio

martedì 12 marzo 2013

SENZA CREDITO


Le banche si lamentano: “Paghi lo stato!” titola qualche quotidiano. Lo stato...lo Stato, come disse qualche sera fa la Bindi da Santoro “..non possiamo lasciare i cittadini soli davanti allo Stato...” ma lo Stato non eravamo proprio noi, i cittadini? Allora paghiamo sempre noi! Anche quelli che si voglion far passare per i più autorevoli tra i politici hanno completamente perso la bussola, ma vi ci vuol tanto Travaglio, Santoro, a dire con semplicità che chi gode di stipendi tanto “folli” ed immorali quanto sicuri non può capire i problemi di chi è costretto a “cercarselo” ogni settimana uno stipendio!?
Ma purtroppo anche i grandi Santoro e Travaglio leggono solo i propri di articoli, frequentano solo i loro, di Blog, e spesso nemmeno rispondono a tono a chi li critica o si permette un suggerimento.
L'ancien régime non si è mai accorto – nella storia – del proprio tracollo.
Sicuramente non mancano le parole alla schiera di ecellenti economisti, professoroni per lo più forgiati dalla Bocconi come Monti e Grilli, o magari come Giuliano Amato dalla trasversale Scuola Sant'Anna vera e propria fucina di politici, ma anche ostello – per giusto equilibrio bipartisan – del buonanima contemporaneo santone Terzani. Alle reazioni bizzose di Fitch che nel dopo elezioni rinnovella in altro idioma i moniti alla prudenza nel voto precedentemente lanciati dal saggio Napolitano agli elettori e castigano nella loro farlocca classifica il voto espresso dagli italiani che hanno preteso levarsi di torno Mario Monti - non è mai sottolineato abbastanza il fatto che egli sia uno dei più fedeli e sicuri sacerdoti del Moloch della finanza bancaria - si aggiungono ogni giorno sagge riflessioni dei più svariati economisti, in genere ottuagenari (sarà come nelle culture tribali, ove agli anziani spetta un ruolo di prestigio in virtù dell'esperienza? No, è solo la legge del Bostik sotto ai calzoni). Dopo due generazioni di Padoa Schioppa arriva Quadrio Curzio, anch'egli fresco di laurea: l'Italia avrebbe fatto bene ad accettare un ulteriore “sostegno” dal fondo “salva-stati” (o meglio dire deva-stati prima ancora che salva-banche?) per ripulire il proprio sistema bancario dai troppi titoli “tossici” che ancora – a detta dei santoni di Bruxelles - lo avvelenerebbero. Certo, per risanare i danni causati da finanzieri e banchieri senza scrupoli dovevamo indebitarci di un'altra ventina di miliardi noi, i SUDDITI. Eppure Quadrio Curzio appartiene alla schiera degli economisti “etici”, se tanto mi dà tanto...


...ipse Carthaginem rediit, neque eum caritas patriae retinuit nec suorum. Neque vero tum ignorabat se ad crudelissimum hostem et ad exquisita supplicia proficisci, sed ius iurandum conservandum putabat. “ M.T. Cicerone
(come fare in tempi di Conclave, allorché anche i cronisti dallo scilinguagnolo più improbabile si avventurano in espressioni curiali, a negarsi una bella citazione classica, per di più di estrema attualità?)




                           oltre che SENZA CREDITO siamo anche SENZA PAROLA

E INTANTO SCOPRIAMO CHE per consentire ai nostri eroici Marò di raggiungere le famiglie per il Santo Natale (per carità un Natale a casa non si nega a nessuno e in fin dei conti quei due erano a fare il “lavoro” per cui vengono formati, addestrati, autorizzati a ciò da precise regole d'ingaggio stabilite dall'Esercito o dalla Marina italiana, quindi alla fin fine degli emigrati o dei cooperanti, né più né meno che le centinaia di impiegati della migliaia di ONG sparse per i paesi sfigati del mondo, loro usano attrezzi un po' particolari ma si sa – come dice Monti – nel lavoro oltre che seguire le proprie inclinazioni  bisogna orientarsi sull'offerta del mercato) sarebbe stata pagata all'India coi denari delle tasse degli italiani una CAUZIONE DI QUASI UN MILIONE DI EURO.
Ma ce li avranno restituiti gli Indiani? O se li sarà intascati anche quelli un De Gregorio, per sbaglio?
Come si siano svolti i fatti, laggiù lo sanno quelli che c'erano. E Signore Iddio, che non depone in tribunale. E la giustizia indiana non si è dimostrata sollecita sulla questione, spinosa oltretutto, delle acque internazionali, ma ci son di mezzo dei morti, e tutto si può dire fuorché la nostra giustizia possa esser d'esempio, con qualcosa come dieci milioni di cause in lista d'attesa.     La questione è un'altra.
CI VIENE IN MENTE di quel Console romano, Marco Attilio Regolo, che durante le Guerre Puniche catturato dai nemici fece ritorno a Roma per definire un trattato.
Aveva dato la propria PAROLA che sarebbe tornato, a quei tempi per un Romano non servivano salvacondotti, bastava pronunciare la formula magica “civis romanus sum” stava a significare non soltanto che alle sue spalle, a tutelare i suoi diritti, c'era un IMPERO, stava prima di tutto a significare l'ONORE di essere cittadino di Roma, testimoniava l'orgoglio della PAROLA DATA.
Marco Attilio Regolo non sapeva con certezza che sarebbe diventato un capitolo della Storia (con la maiuscola) sapeva solamente che tornando a Cartagine difficilmente l'avrebbe raccontata ai nipoti.
E così egli fu Storia, e non solo i nipoti ne ebbero notizia, ma il mondo.
Retorica? Tranquilli, siamo nel mondo reale! Oggi non c'è Marco Attilio Regolo, come l'anno passato c'era l'ex maestro di sci Frattini questa volta abbiamo Giulio Terzi che ci stupisce per questa furbizia levantina che poco di cavalleresco rivela del di lui carattere. Il buon Jacopo Gelli (redattore del Codice Cavalleresco Italiano nel 1926) credo inorridirebbe per il gesto di questo [gentil]uomo bergamasco, investito di cotanta responsabilità del rappresentare ai foresti l'italico onore. L'ex Ministro della Guerra La Russa avvezzo agli equilibrismi di immunità del Berlusca propose perfino di candidare i due sventurati Marò al Parlamento, oltretutto con soggetti educati a star sull'attenti ed obbedire beh, avrebbe avuto meno problemi di consenso che con i tradizionali politicanti ed arrampicatori di poltrone. Ma Vi dirò che sono anche persuaso di un'altra cosa e cioè che nel variegato mondo che compone la galassia di chi ha scelto il mestiere delle armi saranno in non poco a biasimare un simile atto. Non ci sono solamente i mercati da rassicurare, ed al mondo non ci sono solamente mercanti. Non credo che ai due Marò questo storico aneddoto non sia passato per la mente. Davvero andranno orgogliosi di un tale confronto? Perché nella storia è entrato anche Badoglio che quanto a fermezza nelle lealtà...beh, forse è stato a lui che il Terzi si è ispirato, ad uno dei più incapaci strateghi e più repentini voltagabbana dello scorso secolo. La storia con la minuscola.
Beh, credevamo che ai patti si sottraesse solo il Cavaliere di Arcore, in fin dei conti nient'altro che un parvenu, scopriamo che anche il (divino?) Marchese di Sant'Agata non vuol esser da meno, sono davvero mutati i tempi, Contessa, altro che Attilio Regolo, verrebbe da dire che vi sia stata una volgarizzazione anche della vecchia, sana aristocrazia lombarda, che ha adottato le mosse furbesche dei guitti dei quartieri spagnoli adattandole alla politica estera.”
Non so quanti “fiorini” di cauzione stavolta ci fossero in gioco, gli italiani li rifonderanno a semplice richiesta, quanti contratti di elicotteri e tangenti valgano la perdita della residua dignità di Nazione, certamente il disappunto di quegli straccioni “morti di fame” del Kerala non ci deve preoccupare, come al gioco delle bocce (cui la nostra classe dirigente dovrebbe, anche per anagrafe, dedicarsi in blocco) l'importante è talvolta spazzar via tutto con un lancio ben riuscito.
Ma avevamo la parola dell'Italia” è l'ingenua, quasi incredula esclamazione di qualche notabile indiano, ancora memore di ben altre diatribe coloniali con i viceré della Compagnia. 
E' proprio questo il punto. L'Italia è letteralmente SENZA PAROLA e sicuramente è da mettere in archivio anche la sicurezza che era sottesa da quelle tre antiche e magiche “civis romanus sum”.
Emilio