ma la vera più grande operazione umanitaria della storia della repubblica italiana (quella fondata sul lavoro e che ripudiava la guerra come strumento per risolvere le questioni internazionali) ci siamo dimenticati era stata quest'altra: LA GUERRA DI LIBIA DEL 2011, dov'era in quei giorni l'attuale segretario della CEI , il ciarliero Nunzio Galantino, forse era tutto assorto nei suoi studi di antropologia (sic) mentre il suo collega Monsignor Martinelli se ne stava da solo a gridare alla luna da una Tripoli sotto le bombe, senza che nessun Papa e nessun Cristo lo ascoltasse... ma se per domineddio è già successo di abbandonare il proprio figlio nel momento decisivo almeno il Papa Ratzinger avrebbe potuto alzare un dito per fermare i massacri di negri e libici immolati alla "ragion di NATO" delle telecamere di Al Jazeera e della CNN.
Altro che il biascichio di Colaninno il Boiardino dei Piccoli, già nella primavera 2011 Mons. Martinelli chiarì qual'era la situazione in Libia, in molteplici interviste, per lo più sconosciute alla gente:
Mons.
Martinelli, non crede che – per come è evoluta la situazione –
un intervento armato fosse l’unica soluzione?
Assolutamente no. Si
poteva cercare una mediazione, ma il dialogo non è nemmeno stato
tentato. L’Occidente ha avuto fretta di ricorrere alla guerra, non
so per quale ragione. Non voglio avere pregiudizi, ma l’intervento
dei cosiddetti alleati mi è sembrato affrettato e piuttosto
interessato.
Dai contatti che ho
avuto con il World Islamic Call Society (un’istituzione
sponsorizzata dalla Libia e incaricata del dialogo interreligioso e
della promozione dell’islam nel mondo), so che si stava trovando un
canale possibile per il dialogo. Era stata individuata una persona
che aveva un certo peso sia tra i rivoltosi sia tra le autorità, e
che poteva giocare un ruolo importante nella mediazione. Ma
l’Occidente ha voluto iniziare la guerra, e ora non riesco a
immaginare come possa andare a finire.
Vista
da fuori, però, la situazione stava precipitando. Il numero di
vittime cresceva vertiginosamente, e i terribili attacchi delle
milizie di Gheddafi stavano polverizzando le conquiste dei ribelli.
In qualche modo bisognava intervenire.
In parte è vero, ma
in parte ciò che avete saputo in Occidente è
stato ingrandito dai mass media. È chiaro che si
sarebbe dovuto intervenire prima che la situazione precipitasse. La
mancanza del Governo libico è stata quella di non aver ascoltato la
crisi generazionale di questi tempi. Gheddafi doveva ascoltare i
giovani che reclamavano più diritti.
Bisogna anche
sottolineare, però, che se la reazione del colonnello è stata così
forte c’è un motivo. Se è vero che la rivolta è nata
spontaneamente, è altresì vero che a un certo punto vi è stata tra
le fila dei ribelli un’infiltrazione
di al Qaida.
Al
Qaida? Aveva quindi ragione Gheddafi?
Quello
che Gheddafi ha detto è vero. Dalle notizie che ho
potuto raccogliere, ho motivo di credere che a un certo punto la
rivolta è stata effettivamente strumentalizzata dal network di bin
Laden. È questo che ha dato il via all’atroce repressione del
colonnello.
Chi
avrebbe dovuto, o potuto, intervenire?
Di certo non
l’Occidente. Ci sono organismi nella società araba che avrebbero
potuto giocare un ruolo importante, e che forse sono ancora in tempo
per farlo. Ci sono personalità africane, sia all’interno che
all’esterno della Lega araba o dell’Unione africana (di cui
Gheddafi è anche stato presidente) che hanno una forte influenza sul
raìs. Perché non cercare un mediatore tra questi, se veramente si
voleva la pace?
Anche l’Italia era
in gioco, e avrebbe potuto dare un’importante contributo alla pace,
perché negli ultimi anni aveva acquisito una certa amicizia con la
Libia e con Gheddafi.
Non so dire, vista
l’attuale situazione, se la strada del dialogo è ancora
percorribile. Ma perché non tentare?
Come
finirà questa triste vicenda? Che fine farà Gheddafi?
A questa domanda è
impossibile rispondere. Ciò che posso dire è che il leader libico è
disposto a resistere fino alla fine. Per questo non vedo una
soluzione alla guerra. Da quattro giorni, ogni sera e ogni notte
veniamo bombardati. Ma fin dove si vuole arrivare? Fino a che punto
gli alleati hanno il diritto di farlo? Che cosa ci si aspetta, che
Gheddafi se ne vada? Non accadrà mai.
ECCO LE NOSTRE MISSIONI UMANITARIE:
Pare che gli unici commenti seri e testimonianze sulle questioni legate all'immigrazione vengano dai lettori dei blog, qua di seguito la corrispondenza di un nostro lettore, che riporto integralmente
"Cremona 35 euro al
giorno per immigrato. 4 per stanza con letti attaccati e soffitto
coperto di muffa. Fanno 140 al giorno. 5 al giorno per dormire, 10
per mangiare e 20 per corso di italiano, si prendono tutto. Quindi
140 al giorno per 10 giorni fanno 1400 e per fare il mese fai per tre
viene 4200 euro al mese per quattro persone. Ma per quella cifra i
quattro starebbero benissimo in una casa in affitto di lusso.
Mangerebbero benissimo e vestirebbero benissimo. Invece vanno in giro
vestiti come barboni per la città. Ma diamo a loro i soldi e non
alla chiesa. Se poi fai 4200 al mese per 12 mesi fanno 48.600 euro
all’anno, per 10 stanzette fanno 486.000 euro per sole 40 persone.
Secondo me ci stanno derubando. Altro che x per 1000 alla chiesa col
730 , che poi sulle stanzette non ci paga neanche l’imu. Ho chiesto
al prete di togliergli la muffa dai muri e non lo ha fatto. E poi in
chiesa mi chiedono pure l’offerta. Non credo che rappresentino dio
sulla terra. Penso facciano solo i loro interessi terreni. Dio e un
altra cosa. Firmato un cristiano credente."
A QUANTO PARE GLI UNICI SERI A FAR CRITICA SERIA SONO ALCUNI ATTORI
