sabato 27 aprile 2013

L'EPOCA DEI NAUFRAGI


 "Anche i media cooperino" Giorgio Napolitano (Politico italiano, il 25 aprile del '45 a Capri, quello delle intercettazioni messe al rogo)
 "Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda" Horacio Verbitsky (giornalista e scrittore argentino)




Credo che l'immagine più adeguata della nostra storia contemporanea - nostra intendendo non solo quella dell'italietta della politica delle lobby, del malaffare mischiato ad incompetenza, dei privilegi immeritati, dell'abitudine a lasciar correre, del delegare ad altri più inadeguati di noi il nostro futuro - sia quella della zattera della Méduse.  E non per un vezzo "tardorientalista" (la Méduse affonda al largo del Banc d'Arguin, davanti alla Mauritania, nel luglio del 1816) o francofilo (la rappresentazione più nota è il quadro di Géricault, al Louvre) ho preferito questo episodio all'italianissimo evento più recente del Concordia nelle due dita d'acqua della meno esotica Isola del Giglio.
Preferisco la Méduse perché è la rappresentazione dell'universalità dell'incompetenza, della internazionalità delle cariche attribuite per motivi di nascita o politici e non per merito. Tutto il mondo è paese.
Ma la Storia non insegna niente.  E' storia.
Come nel governo italiano dei Monti (avevamo ben sei virgulti di sangue blu, da Moavero a Terzi, l'uomo dei marò) e del "nuovo" nipote di Mubaraq Enrico Letta, anche per la Méduse si andò alla ricerca di blasoni sicuri, il visconte Duroy de Chaumareys  non navigava da più di vent'anni ma fu messo al comando della fregata. La cosa più intelligente che seppe fare fu mettersi in gara con le altre navi della flotta, prendere una scorciatoia e affondarsi nelle secche vicine alla baia del Levriero.
Fin qua non grandi differenze dal nostro comandante Schettino, se si esclude l'abbandono della nave per i più sicuri scogli della costa del Giglio. La responsabilità fu doppia, anche in quel caso lontano, vi è incompetenza anche nell'affidare una responsabilità ad un incompetente...
La vera ragione per la quale ho scelto questo episodio è un'altra ed è legata all'epilogo della vicenda della Mèduse, o meglio dei superstiti sulla zattera: vagando per l'oceano si mangiarono i compagni morti e morenti.

E' qua la fotografia della nostra politica, del governo Letta, della scelta Napolitano. Una politica allo sbando, tra i marosi dell'insuccesso di un modello economico che ha sempre più sostituito, prima nei contenuti poi anche nel lessico, il modello sociale. Napolitano ha barattato la politica per l'insabbiamento, il primo - grottesco - provvedimento che ha preteso è stato quello di distruggere le prove delle conversazioni con Mancino.  Nessuno ha detto niente.
Anche di questo verrà attribuita responsabilità a Grillo? Anche delle bassezze di oltre 50 anni di politica del malaffare, di tradimento delle aspettative di una nazione, di giorno in giorno asservita agli interessi delle lobby finanziarie d'oltreatlantico verrà chiesto conto all'unico opinionista ( e Dominiddio sa se evito questo termine ma è l'unico che posso attribuire correttamente a Grillo, per evitare quell'incongruo comico che oramai poco gli rende giustizia, visto l'impegno nell'azione politica) che ha avuto il coraggio di mettere la faccia su una proposta alternativa, di denunciare gli accordi sotterranei antidemocratici, di sottrarsi ai tranelli del "mescolarsi"? Uomini di Trilaterale, Massonerie varie e gruppi della finanza usuraia, resteranno ancora argomenti disinnescabili con la semplice accusa di "complottismo"? L'onnipresente immarcescibile D'Alema, eroe degli scandali della Missione Arcobaleno, la Bonino, capace di offendere la dignità delle donne afghane e di sospendere gli aiuti agli ospedali, esempio fulgido della pelosa filantropìa del colonialismo alla Graziani. Il tam-tam mediatico intanto riprende a diffondere il politically-correct delirare di Saviano stavolta impegnato a riscrivere la biografia nientemeno che di un pacifista come Pinochet, Saviano, enfant prodige della "cultura del riscatto" quella cultura che temo appartenga più a quelli che l'AK lo hanno visto sempre dalla parte dell'alzo e mai da quella della volata.
Il problema non è che questi cannibali si mangino tra di loro, prima o poi dovrà succedere, il problema è che prima mastichino noi.

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