venerdì 2 marzo 2018

SOTTO ELEZIONI NEL PAESE SCONFITTO



Un collega “controinformatore” osservava giorni addietro come sia paradossale parlare tuttora di ELEZIONI - nel senso compiuto del termine e dei significati sottesi - in un Paese, l'Italia, di fatto in stato di occupazione da circa settant'anni. La presenza delle 59 basi americane (gli “Alleati”...) sul suolo della penisola in effetti pare più una testimonianza (anzi un monito) della sconfitta nell'ultima guerra che non una garanzia di sostegno contro minacce di chissachì.
Ricordiamoci tra l'altro – ne abbiamo già dissertato in precedenza ma repetita juvant - che la NATO, ovvero una delle facce della supremazia statunitense, nacque ben prima del Patto di Varsavia (oddio, argomentare di ciò in questi termini di sicuro ci farà automaticamente inserire nell'albo d'oro – contemporaneo index librorum prohibitorum – dei lacché putiniani) mentre in genere ci viene descritta come una associazione filantropica (vedasi gli interventi anche della Angelina Jolie a fianco dello Stoltenberg) resasi necessaria appunto per contrastare un pericolo sovietico nel dopoguerra, in ogni caso dalla caduta del muro completamente priva di senso, in realtà braccio armato dei peggiori crimini contro l'umanità che mai una Norimberga vedrà giudicati.


Mesi addietro l'allegato di approfondimento culturale di Repubblica – il Venerdì – proponeva una curiosa copertina, riferendosi alla vague orientalista d'antan, titolando “Quando l'Occidente inventava l'Oriente”, curioso al giorno d'oggi quando - ancora e ben di più criminalmente – l'Occidente si reinventa un Oriente e crea dei nemici (almeno i vezzi orientalisti seppur sottesi alla


cruenta dimensione coloniale si traducevano in aspetti estetici). L'invenzione della guerra civile contro Assad in Siria, il reiterare con grancasse mediatiche menzogne contro governi non allineati, la creazione di vere e proprie enclave mercenarie entro i confini di Stati e Nazioni costituiscono crimini contro l'umanità. Come definire chi si rende megafono di tutto ciò?


Elezioni con uno scenario politico a dir poco deprimente, leghisti e pentastellati che si recano in pellegrinaggio a Bruxelles e a Washington per ricevere l'imprimatur dai Padroni del mondo, quelli che MAI hanno rispettato un trattato, a iniziare dalla guerra di sterminio dei nativi americani.

Natural born killers.

Una generazione di politici allucinante, l'ipocrita definire "missioni umanitarie" quelle che altro non sono che aggressioni a nazioni sovrane, ree di non allinearsi al ruolo di zerbino delle "grandi democrazie", agli esportatori di "civiltà", ai negatori delle identità. Politici protagonisti di meschine strategìe, in Libia facendo assurgere a rappresentanti veri e propri zimbelli locali, Freya Stark, la viaggiatrice inglese dei primi del '900 (il cui ruolo nell'Arabia Felix era ben altro che quello di una oziosa esteta...) rammentava  "...quanto sia assurdo, in un paese tribale, conferire autorità a gente priva di influenza...", la fotografia, ai nostri giorni, del governo fantoccio della Libia, voluto dai traditori italiani su ordine di altri padroni. Politici ignoranti, oppure costretti, addestrati al potere dal "grande fratello Alleato", lo stesso che avviluppò De Gasperi, ricordate la storica immagine dell'assegno tra le mani - gli aiuti, o prestito.... - alla fine del pellegrinaggio a Washinghton dal Presidente Truman, il "padre della Patria"... oggi solo disonesti, servili e ignoranti, come epigoni di quella regione di ignoranti d'oltre Atlantico, ignoranti dal verbo ignoro (as-avi-atum), nè più nè meno che questi intervistati per strada...

Il film, il brutto film della falsa integrazione, la semplice propaganda, il dire invece del dimostrare, l'incapacità di difendere le attività produttive – di fatto, ci piaccia o no ma siamo una Nazione che della dimensione produttivo/capitalista campa – dalle stesse norme ingenerate a livello europeo, la fuga delle aziende agevolata verso un generalizzato est (dalla Romania alla Cambogia) finanche da aiuti economici CEE (ricordate gli anni in cui la Bonino, allora Commissario europeo, vedeva scorrere risorse - quattrini - a chi delocalizzava? E vi stupite oggi della fine delle attività produttive e della concorrenza sleale di paesi terzi?) , l'incapacità di gestire e di far accettare le regole italiane alla comunità cinese sul nostro territorio sono elementi che devono farci capire che classe politica siede in Parlamento ed in Senato ma anche nei consigli comunali e nelle cellule locali dei partiti.






E' assai semplice mettere manifesti e far proclami, il difficile è far rispettare le regole, specialmente per chi ha voluto distruggere gerarchie e rispetto reciproco. La reciprocità è un concetto dimenticato, detta legge l'accoglienza – cieca – verso realtà che sono state quantomeno create e sfruttate. Create con guerre locali su commissione, vuoi per eliminare statisti pericolosi (vedi ieri Gheddafi per le proprie rivoluzionarie iniziative finanziarie per il continente africano, oggi Assad per questioni più militar-strategiche e geografiche) per gli equilibri, pardon per i disequilibri voluti dai Padroni del mondo, vuoi per affermare un concetto demenziale di egemonia globale (è recentissima l'iniziativa americana di addestrare paesi europei privi di armi atomiche proprie all'uso di armi atomiche tattiche “su concessione”). Va da sè che il "mostro" russo manipolatore di ogni campagna elettorale nel mondo e "dopatore" assai ingenuo dei propri atleti  forse non starà a guardare...







L'Italia di oggi sta sempre più assomigliando a quell'America che mai si vede in TV, quella dei clochard, quella dei senza tetto, quella dei rifugiati nelle roulotte dopo terremoti che durano decenni, quella delle ruberie sulle case provvisorie; questa immagine, presa pochi giorni addietro da un amico fiorentino, in via degli Alfani, con il consenso del soggetto ritrattovi, la dice lunga su quello che stiano diventando – da noi – la decenza ed il bisogno.
La decenza di chi gode di vitalizi, di chi ha rovinato una Nazione, per obbedire alla vera criminalità organizzata e per il proprio, sudicio, tornaconto.
Il bisogno degli altri. Anche di un tozzo di pane.

Sarà davvero difficile votare, il 4 marzo, perché l'inquinamento anche delle migliori intenzioni si è già insinuato ovunque, basta pensare alla posizione pentastellata sul meticciato, fer de lance di chi obbedisce ai diktat delle ONG più devastanti (rileggetevi il mio LIBIA IL NAUFRAGIO DELL'EUROPA, c'era già tutto descritto lì... ah, già, è un e.book, e poi la solita solfa su Gheddafi martire, poi non avete tempo...).

"Pensiamo i pensieri di altra gente, troppo indolenti o troppo timorosi per scoprirne di nostri" scriveva ancora Freya Stark, ed io aggiungo, troppo vergognosi di ammettere validità a taluni che hanno fatto lo sforzo di compiere quel passo.

Ancora una volta guarderemo a quello che ci appare, tra tanti ciechi, avere almeno un occhio, di certo non guarderemo a chi ha governato, a chi ci ha ridotti a traditori, guerrafondai, servi dei nuovi colonialisti e trafficanti di schiavi.
Perché è di questo che stiamo parlando, di colonialismo mascherato, quello della peggior specie, per anni abbiamo studiate e commentate le malefatte della Compagnia delle Indie, dei Francesi in Indocina e Algeria, non si è mai ben approfondita da noi la storia delle Guerre dell'Oppio in Cina (chiedete a John Kerry notizie del nonno...), e voi volete esser servi di questa feccia???



venerdì 20 ottobre 2017

AFRICA E GHEDDAFI: LA PERDITA DI UNO STATISTA

AFRICA E GHEDDAFI:
LA PERDITA DI UNO STATISTA

E così sono passati sei anni da quel drammatico 20 ottobre 2011, pomeriggio, ero in fila in auto sui viali di Firenze, avevo appuntamento con Giovanni Gozzini, storico della comunicazione con il quale stavo condividendo il progetto del mio saggio che da lì a poco gli avrei consegnato per la supervisione e la prefazione, per vedermelo ritornare “approvato” circa un mese dopo, ai primi di dicembre, con il commento entusiastico di Giovanni “...abbiamo un grande libro, dobbiamo pubblicarlo!” stava nascendo “Libia il naufragio dell'Europa”.
Mentre guidavo mi chiama un amico al telefono portatile, “Hai saputo? - mi dice – hanno ammazzato Gheddafi” come? “A Sirte, una incursione aerea su una colonna di veicoli”, era terminata la strenua difesa del khwan rās, il “fratello leader” nella sua regione natale, era terminata la meravigliosa, utopistica avventura della Jamahiriya Libica Araba.
Si era appena spento, soffocato da mercenari e traditori, il respiro dell'unico vero grande Statista Africano contemporaneo, Mohammar al Ghaddafi, l'uomo che con parole semplici - le parole destinate al popolo della Nazione Africana – aveva saputo spiegare una delle più sconvolgenti rivelazioni della contemporaneità: la democrazia parlamentare è una distopia. O, meglio ancora, si tratta semplicemente di un inganno, di una contraddizione in termini, laddove si pretenda che una percentuale relativa di uno scenario politico possa operare nell'interesse delle forze politiche ad essa avverse, una ipocrisia istituzionalizzata.

...dobbiamo pubblicarlo!” cominciarono allora le telefonate, le presentazioni a questa e quella casa editrice, le più blasonate – anche – per gli aspetti di ricerca storica contemporanea, le più “vocate” alla questione mediterranea, purtroppo nessuna di queste avrebbe trovato nei propri corridoi una collana “...adeguata ad un saggio contemporaneo così importante...” fino ad arrivare alla vera e propria censura da parte del direttore Padellaro che rifiutò ben due volte una finestra di promozione del saggio, alla fine uscito come e.book, sul suo Fatto Quotidiano.

Sull'assassinio di Gheddafi sarebbero poi usciti saggi partigiani di quanti avevano condiviso o assorbito la vulgata dei criminali della NATO, di quanti avevano raccontato una versione della storia del Nordafrica fin troppo legata alle voglie di un neo-colonialismo, camuffato ma sempre sanguinario come ai tempi delle varie Compagnie delle Indie, di veri e propri collaborazionisti nordafricani che – anche con pseudonimo femminile – avrebbero cercato di infangare la memoria dell'Eroe assediato dalla più potente coalizione militare della Storia con descrizioni di debauche da eroinomane.
Iniziai il libro dopo aver scritto ed inviato alla Presidenza della Repubblica un appello a non entrare in guerra, a non dichiarare guerra, una guerra infame e da vigliacchi, a non renderci correi (come immagine di Nazione e di popolo) di quello che il Tribunale di Norimberga definiva come il peggiore e più grave dei crimini: quello di iniziare una guerra, crimine che al suo interno condensa tutti gli altri.

Avviare una guerra di aggressione, non lo si può solo configurare come un mero crimine internazionale, già di per se gravissimo, ma è da considerarsi un vero e proprio crimine supremo, per cui differisce solo dagli altri crimini di guerra, nel senso che contiene in sé il male accumulato di tutti i crimini internazionali

Ma nessuno trovò nemmeno il tempo, io credo il destinatario della mia lettera non avesse né il coraggio né l'autonomia, di riflettere sulla gravità – storica, morale – di questa decisione. Legati da patti inconfessabili a veri e propri criminali di guerra, a gente che non ha esitato a mentire su armi chimiche e biologiche, su presunti genocidi, venivamo ascritti d'emblée come Nazione al cenacolo dei traditori inchiodati da Dante nel ghiaccio dell'Antenora.

Solamente il libro di Sensini “Libia 2011” aveva affrontato con correttezza e lealtà l'argomento della GUERRA, della quale si dimostrerà una precisa, allucinante cronaca. Se vogliamo limitandosi ad una analisi ancora troppo marginale del “fenomeno Jamahiriya” e del “fenomeno Gheddafi” troppo superficialmente e modaiolamente definito laico, analisi in qualche modo stereotipata, senza raffrontarla con tutto ciò che Moammar rappresentava pienamente per l'Africa di fronte al mondo e senza la calma di valutare l'importanza della tradizione religiosa nei canoni della “Terza Via Universale”.

Libia il naufragio dell'Europa” è invece un saggio che si differenzia da tutte le pubblicazioni sull'argomento libico, è l'unico infatti che mette a confronto la realtà italiana scendendo anche nella dimensione della provincia con la realtà internazionale, mediterranea e tradizionale delle varie Nazioni e società e culture e differenti concetti di civiltà. Era, ed è un libro vivo, perche veniva scritto con Gheddafi vivo e battagliero, a dispetto degli infami che gli davan la caccia, a suon di menzogne ed inganni e corruttele. Soltanto alla fine, quel tragico 20 Ottobre 2011, diventava una analisi di che cosa noi eravamo e di che cosa avrebbe ancora potuto essere, e perché, la Jamahiriya.

Un limite forte alla comunicazione lo si deve ascrivere – purtroppo, sempre – a una sorta di gelosia che si è in qualche modo connaturata in osservatori peraltro attentissimi, preparati della Storia contemporanea, soggetti come Fulvio Grimaldi, integerrimo, a dir poco leggendario per la sua presenza e condivisione sui veri e propri campi di battaglia (praticamente tutti quelli di cui la mia generazione è stata almeno anagraficamente testimone). Grimaldi proprio non riesce a destinare pubblicamente ai meno blasonati di lui una attenzione “sdoganatrice”. E' un atteggiamento che per altri, che son pusillanimi, ho stigmatizzato nel “tengo famiglia” ma che non voglio appiccicare a lui, proprio per il rispetto che merita. Forse però per costruire una base di comunicazione dell'informazione non allineata e critica più diffusa sarebbe necessario che i “peones” come il sottoscritto venissero per così dire “sdoganati” dai fratelli maggiori, anche perchè molto spesso i “fratelli maggiori” non hanno da temere una concorrenza “editoriale” in quanto i nostri parti sono comunque relegati ad una coraggiosa editoria che rimane comunque di nicchia, in un momento come l'attuale, di caccia alle streghe, di manipolazione di informazioni e consenso, di omologazione ad un unico modo di pensare e comprendere. Un momento di cieco, ottuso egoismo, avvolto di paura.


Il nostro ricordo va comunque sempre al combattente per la libertà dell'AFRICA dal rinnovato giogo coloniale, onore a Mohammar Al GHADDAFI.

martedì 25 aprile 2017

LA LIBERAZIONE - FRANCESI, UNA DELUSIONE COME TRUMP, ENRICO V° LI AVEVA GIA' TESTATI

In Francia alle presidenziali si afferma Macron, descritto come “banchiere dei Rothschild”.
Poco tempo fa, da qualche parte sul web, avevo letto una risposta di un lettore di un sito francese di informazione trasversale che preannunciava una sorta di “...momento del coraggio...” da parte del popolo di Francia…
Dopo gli anni criminali di sarkozy, carnefice del Nordafrica assieme al capobastone hussein barack obama, ideatore insieme a gente come Soros delle Primavere Maledette, dopo gli anni dei valls, di hollande e fabius, degli ayrault proposiori di fake news sulle stragi di innocenti in Siria, condannata ad un Calvario innominabile, dopo gli anni di questi soggetti, degni delle definizioni più glaciali e lapidarie del processo di Norimberga(avviare una guerra di aggressione ... è il supremo crimine), effettivamente pareva matura per i francesi oltretutto vittime-carnefici (vittime il popolo, carnefici i politici al governo) una qualche riflessione.
Le menzogne su Gheddafi, poi quelle su Assad, i paralleli con la Madre di tutte le Menzogne recitata dal burattino Colin Powell all’indirizzo dell’Iraq di Saddam parevano aver chiarito lo scenario di cui la “società civile” è vittima e ostaggio…

...ma ci eravamo dimenticati che Bonaparte era còrso, non francese, forse qualcosa sta a significare… i francesi “seri” e blasonati son quelli che davanti agli straccioni di Enrico V° si impantanarono nelle praterie di Agincourt tutti belli e baldanzosi paludati nelle proprie armature scintillanti, fatte forse più per stupire a corte che per scendere sul campo di battaglia.

Ci avevano detto che la "democrazia rappresentativa" è il migliore dei modi di costruire una società giusta, che gli esperimenti dei beduini come quel Gheddafi, mirati a far partecipare tutti gli strati della società - sul modello tradizionale... - erano appunto oltre che primitivi, addirittura fasulli... adesso in poche settimane hanno "costruito" dal niente, come in una commedia, un Presidente per la Francia e addirittura un candidato americano  che si era venduto l'immagine di Presidente "rivoluzionario" è tornato, a cose fatte, nei ranghi di quel sistema che ha dimostrato la vera e propria ferocia.

Ci eravamo illusi della determinazione della gente di quella “grande” Nazione allorché una attrice – Sophie Marceau, si, quella de “Il tempo delle mele” si era rifiutata di condividere la Legion d’Onore – la massima onorificenza francese – con il delfino saudita Mohammed ben nayef, insignito il 4 marzo 2016 da hollande “per la lotta contro l’estremismo e il terrorismo
(in realtà se andiamo a vedere chi sono gli insigniti del titolo vengono i brividi, ad esclusione di Gustave Flaubert, ma si era nell’800… successivamente sono più rilevanti i rifiuti – i Curie, Picketty, Sartre, che non le attribuzioni, d'alema, schwarzenegger...Napoleone Bonaparte non credo avesse previsto di addobbare il petto di simili soggetti con l'onorificenza da lui concepita), ci eravamo illusi che i mille e passa paradossi emersi nelle circostanze degli “attentati di radicalizzati” sempre ben noti ai servizi e sempre, puntualmente, ammazzati a strage avvenuta avessero innescato quel moto di reazione, stimolato quel “...momento del coraggio...”

Nel frattempo Trump, la sorpresa mancata, incassa dal conte gentiloni, primo ministro italiano, l’assicurazione “bancaria?” di un maggiore impegno negli ambiti strategici...in sostanza come ci suggerisce il sito bye bye uncle sam abbiamo oggi, 25 aprile una bella ricorrenza della Liberazione. Liberazione da chi?!

venerdì 6 gennaio 2017

EPIFANIA - LA LEGIONE DEI MENTECATTI - CORO ARMATA ROSSA

Et je vais vous dire une chose, un secret. Ne le répétez pas aux impérialistes. Ceux qui nous reprochent d’avoir été en Libye ont pris les dollars de Kadhafi pour développer leurs pays. Se croient-ils plus malins que nous ? Ils vont traiter avec Kadhafi. Pourquoi ? Qui est plus malin que qui ?
Nous irons partout où se trouve l’intérêt des masses voltaïques.
Nous avons vu des réalisations sociales en Libye : des hôpitaux, des écoles, des maisons et tout cela, accessible gratuitement. Comment la Libye a-t-elle pu réaliser ces investissements sociaux ? Grâce au pétrole. Ce pétrole existait sous l’ancien régime du roi Idriss, mais ce pétrole était exploité par les impérialistes et au profit du roi. Le peuple ne bénéficiait absolument de rien. Aujourd’hui, les Libyens ont des maisons gratuitement, des routes bitumées. Si demain, nous pouvions transformer la Haute-Volta comme Kadhafi a transformé la Libye, seriez-vous contents, oui ou non ?
Thomas Sankara 26/3/1983

EPIFANIA vuol dire il manifestarsi
quello che si manifesta in questo periodo è la paranoia dei governi verso i cittadini e verso l’opinione divergente da quella che si vorrebbe imporre come verità oggettiva, chiunque si disallinei è un nemico, nemmen più un avversario, un vero e proprio nemico, le mezze misure non esistono, tutti scendono in campo.
A Roma, da decenni scempiata e razziata dalla corruzione di tutti, appena è apparso un sindaco alternativo agli schemi, una mina vagante cioè, la Raggi, si sono scatenati tutti quei soggetti che di solito sono pressoché dei dormienti, i revisori dei conti, che in nessun comune mai nella penisola hanno storto la bocca davanti a bilanci fatti nemmeno coi piedi. Lo stesso CODACONS si è risvegliato a difesa dei consumatori perché a Roma ci son troppe foglie per strada. Ve la immaginate la risposta di un Rutelli o di un Alemanno nel merito?!
E, sempre rimanendo nell'ambito del Partito di maggioranza della nuova Giunta romana, vi è ancora una volta da constatare la totale indeterminatezza (ignoranza) dei 5Stelle in merito alla politica internazionale e l'assoluta TIMIDEZZA dei loro rappresentanti nell'argomentare di questioni di geopolitica (imbarazzante la titubanza di Di Battista sul tema della Siria in un dibattito televisivo che lo vide subire ed adeguarsi nella sostanza alla propaganda anti-Assad), temi che ancora ci determineranno - in casa - problemi di convivenza con "rassicuranti" milizie e perdita di libertà di pensiero e di espressione ( la stretta sul web ingenerata dalle accuse di Obama alla Russia e il paradigma di complottismi e fake news - paradossalmente sono i media ufficiali a veicolarle ma vengon accusate le menti razionali - diverranno presto limitazione alla diffusione di opinioni divergenti da quelle "omologate", pensate alla catastrofe del Mediterraneo ingenerata dalle menzogne su Gheddafi...e ancora ci sono intellettuali (sic) che sproloquiano della di lui ferocia.


...e così, con l’accelerazione che si conviene ai tempi moderni, arriveremo velocemente alla più diffusa censura nei confronti non tanto dell’opinione alternativa, difforme da quella “suggerita” dal potere politico dominante, quanto piuttosto una censura nei confronti del più semplice inalienabile diritto dell’essere umano: quello di ragionare con la propria testa, riflettere, analizzare e confrontare e decidere, scegliere. Stiamo rapidamente giungendo a quello che nemmeno il fior fiore delle dittature moderne (gli storici nazismi e bolscevismi) avrebbero potuto prefigurare: l’instaurazione di un sistema di informazione e di controllo di stampo surreale ed orwelliano, e di questo – purtroppo – dobbiamo attribuire la responsabilità non soltanto ai grandi criminali della Storia di oggi, ai vari Obama, al clan dei Clinton, ai Bush, ai Kerry discendenti da ottocenteschi trafficanti d’oppio, ai Sarkozy, Valls, all’inettitudine degli yesmen di cui si circondano i vari Berlusconi, ai Renzi...no, la prima responsabilità ricade sulle spalle di quanti – tra di noi – tra le mura rassicuranti di casa o dell’ufficio hanno assistito con inerzia al dipanarsi di un sistema di inganni nel bovino convincimento – di volta in volta - che “la crisi toccherà altri settori, non il mio” (come se la “catena alimentare” della società contemporanea trascurasse qualcuno dei propri anelli…), che “è necessario portare alla democrazia le società tradizionali, prive di una struttura sociale (sic) men che primitiva...”.
Si, perché il grande inganno – sennò che grandezza sarebbe? - è esteso a più ambiti “pratici” della nostra esistenza: economia, politica locale ed internazionale, pubblica amministrazione, e da qui avanti con informazione, quindi ancora formazione dell’opinione e via di nuovo nel quotidiano…
Conviviamo con l’ipocrisia e la arroganza degli “eletti”, corroborati in questo dall’autorevolissima opinione di nientemeno che Presidenti Americani della statura di George W. Bush (con l’antrax di Saddam), di Barack Hussein Obama (sembra più il nome di uno Cheik, curioso, no? Ah già dimenticavo che il fratellastro è un missionario della confraternita dei Fratelli Musulmani, noti per tolleranza…), di grandi politici come G. Napolitano (...i carri armati russi a Budapest portano la democrazia…, in Libia non possiamo esimerci dal fare la nostra parte), siamo fianco a fianco di inetti collocati nel sistema bancario per amicizie e intrallazzi, conviviamo con una classe di privilegiati del pubblico impiego prescelti non per competenza ma per tessera e prossimità di partito, da decenni.
Abbiamo – avete – accettato l’informazione “corretta” dai vostri governanti, attraverso le reti di comunicazione e la stampa che – alla lettera, dal libro “Giornalisti comprati” di Ulfkotte, ad oggi da nessuno querelato – è completamente asservita ai Servizi.


Avete applaudito alle esercitazioni muscolari di coalizioni di mercenari ed assassini in terra iraqena, ignoranti della Storia e civiltà stessa di quelle regioni (its ancient name was μέσος ποταμός Mesophotamy, country among two rivers), avete assistito al saccheggio del Museo di Baghdad (e avete il coraggio di borbottare ancora di quadri trafugati dai nazisti), ve ne state in poltrona a guardare telefilm di propaganda alla tortura (si, vi stanno abituando all’orrore con serie pseudo-poliziesche in cui si trascura il malessere della società “occidentale”, i suoi disturbi, ma si percorre la strada facile e pericolosa del consenso e necessità della tortura). Vi guardate La battaglia d’Algeri ai cineforum e non vi rendete conto che siete dalla parte di quelli in mimetica che ammazzano i civili.
Intanto in TV vi bevete durante la cena le storie maccartiste di spie dormienti (ovvio russe) e di traditori della democrazia a stelle e strisce.
Ciechi.
Crimini di guerra. Sirte. Aleppo. Palmyra.
Processo di Norimberga. Falluja. Il muro di Israele che divide la popolazione palestinese e che la stampa definisce perimetro di sicurezza. I territori occupati da Israele che la stampa definisce insediamenti di coloni.
Crimini contro l’umanità. State condividendo ed avallando tutto questo, la Storia contemporanea la facciamo anche noi, singoli, con le nostre scelte, anche solitarie.
Abituarsi a convivere con il terrorismo? Ma di che stanno parlando in televisione? Prendere esempio da Israele (il "problema" Medio Oriente nasce lì, principalmente dal progetto datato al 1982 della "Grande Israele" di Oded Yinon)? In effetti lo stiamo prendendo l’esempio: abbiamo partecipato all’assassinio di Gheddafi e alla distruzione di Libia, Siria, Iraq, abbiamo truppe NATO in giro per l’Europa, ci sveniamo per 70 milioni al giorno per soddisfare le manie militari e guerrafondaie di qualche deviato danese, svedese, tedesco, francese e americano.
Avete ancora il coraggio di parlare di Siria dopo che avete disintegrato la Libia, voi, cittadini pacifici che avete votato un ignavo come Berlusconi, un traditore del trattato di mutua assistenza con la Jamahiriya, traditore come gli americani nei trattati coi Sioux, quelli descritti da Vittorio Zucconi, lo stesso che non riesce a vedere la similitudine tra Gheddafi e il suo popolo e i nativi americani, riottosi a rinunciare alle proprie costumanze, il grande professore lo include nella “carovana dei tiranni”, che delusione certi professori, hanno sempre le risposte, non si fanno più domande…Gli stessi che hanno bevuto come acqua di sorgente le stupidaggini “sinistre” dei Bersani, i crimini di D’Alema, il boia della Serbia e del Kossovo.
Obama che accusa Putin e Assad di avere le mani sporche del sangue del popolo siriano… Obama, lui che ha ereditato AlQaida e ha forgiato Daech (ISIL ISIS)


 insieme ai suoi compari Mc Cain (quello del colpo di stato in Ukraina), lui, il signore dei 


Una delle immagini-choc da Odessa, la carneficina pilotata dalla Nuland e Mc Cain...

droni-killer, lui che ogni settimana indirizzava droni e assassini dello JSOC verso i bersagli ostili agli interessi dell’America..
Putin che manipola elezioni americane per avvantaggiare Trump con i propri hacker!!!!!!!

La tradizione assassina continua anche dopo la disfatta dei mercenari e della coalizione sommersa che sostiene i terroristi.

Ancor di più dopo la disfatta clintoniana della psicopatica battuta dal popolo, alle elezioni, si, quelle che pensavano di manipolare. Anche in Italia, nell’italietta dell’avanspettacolo, una insignificante Barbara D’Urso tentando di screditare col gossip il trionfatore Trump intervistando il discutibile Rubicondi (già gigolò da Isola dei famosi), ex partner della di lui ex moglie Ivana riesce a far apparire il Rubicondi stesso un vero gentiluomo, riservato ed educato. Nemmeno Platinette – e chi altri sennò poteva tentar di dare manforte alla D’Urso – è riuscito col suo sarcasmo velenoso a scalfire la tranquillità del Rubicondi...Tutto dire, l’Impero è ricorso veramente a tutto pur di diffondere la sua vulgata, giullari come Renzi e Benigni sono andati in pellegrinaggio a prostrarsi all’inquilino nero della Casa Bianca.


L’ira del perdente, o piuttosto la sua disperazione – dovrà forse render conto ai suoi padroni/padrini del fallimento nella successione – è esplosa con esplicite minacce a… Putin, ed ha coinciso con l’incidente all’aereo del coro dell’Armata Rossa, che qui vogliamo ricordare ed onorare, nella rappresentazione dell’inno della Federazione Russa. 

Curiosa coincidenza che il coro sia precipitato proprio alla vigilia di Natale, il giorno prima dell’esibizione in augurio ai soldati russi impegnati in difesa della Nazione siriana contro i terroristi armati da americani, danesi, israeliani, qatarioti, sauditi,francesi, inglesi e veicolati attraverso il territorio turco.

Secondo Veterans Today, generalmente ben informato, il numero di ufficiali della coalizione USA-NATO catturati nel bunker di Aleppo est non sarebbe infatti di 14, come "filtrato" altrove, non di certo sui TG.


No. of American officers is 22
British 16
French 21
Israeli 7
Turkish 62

Ricordiamo ancora il ruolo fantastico svolto dal senatore (repubblicano, quindi nell’ipocrisia totale non riconducibile alla politica criminale del democratico premio
Povero Mc Cain usciva col tipo in basso a sinistra e non sapeva che avrebbe potuto vincere un premio di 10 milioni di dollari facendolo catturare...
 nobel) John Mc Cain, già reduce e prigioniero – piegato, ricordiamolo - del Vietcong, anche nella genesi del Califfato. Una sua guardia del corpo tale Ibrahim al Badri alias 
Primo piano a sinistra il futuro Califfo, di fronte capelli bianchi il Mc Cain
Shimon Elliot alias (quando aveva appena due peli di barba) Abu D’ua, alias il 

Il futuro Califfo qua tiene un profilo umile, sta forse radicalizzandosi all'insaputa dell'ospite?
qaedista Al Samarraj diviene poi Abu Bakr Al Baghdadi non appena messo su un 

Ora è senz'altro più rispettabile, quasi ascetico.

vigoroso barbone da profeta, all’estero si dice risponda direttamente al principe saudita Abdul Rahman al-Faisal, i sauditi sono alleati degli Stati Uniti.

Peraltro dell'ipotesi dell'instaurazione del Califfato si argomenta diffusamente su documentazioni ufficiali fino dal 2004, si trattava del documento Mapping the Global Future. Ovviamente sarebbe da complottisti pensar di attribuire tali responsabilità e/o regia a una generazione di politici brillanti quali i cosidetti neocon...evidentemente i loro specialisti avevano la vista lunga, sennò che sp...ecialisti sarebbero?
Date un'occhiata, così al volo...  






LA LEGIONE DEI MENECATTI

Non è altro che un coacervo di cretini, ubriaconi, puttanieri, spacciatori e tossici che in qualche modo gli emissari di Servizi tutt’altro che schizzinosi “comprano” e ci vien raccontato vengano “radicalizzati” in qualche madrasa o qualche moschea dell’hinterland parigino piuttosto che milanese. Questi deficienti, prototipo abbastanza surreale del “credente salafita” (vorrebbe dire che si rifà agli antichi ed alla tradizione) proprio per le loro personali storie di vita piuttosto prossime al vizio e ben lontane dall’ascesi e dall’idea del martirio, vengono coinvolti in carneficine insensate e, accusati dell’esecuzione delle medesime finiscono puntualmente per esser beccati – lasciano sempre come una firma il proprio documento (in effetti un commentatore intelligente come Maurizio Blondet ha suggerito che tale circostanza più che dimenticanza stupida del killer – ci starebbe, in fondo sono nordafricani, che volete sperare, suggerisce il buon sano razzismo sempre latente – o sciatteria di un qualche Servizio, per chi ami i complotti, potrebbe invece costituire un vero eproprio segnale in un linguaggio parallelo, della serie: dietro questa storia ci siamo noi, siamo quelli che lasciano il documento, contentatevi di quello che vedete… pensate un po' a quanti casi sono avvenuti con il ritrovamento anche paradossale di documenti…) e vengono fortunatamente sempre abbattuti. Peccato che non se ne prenda mai uno vivo che possa raccontare qualcosa, magari scuotendolo un pochino, magari isolandolo un po' su una prigione galleggiante, di quelle navette che stanno in acque internazionali, dove non ci sono leggi, pare o convenzioni tipo Ginevra...
Nave USS Ashland, nave prigione?

La Russia scardina numerosi centri di comando in cui vengono trovati decine e decine di ufficiali sauditi, americani, israeliani, giordani. Ma per l'Obama furioso (oppure fallito visto il risultato della sua brillante propaganda a favore della Clinton) sarebbe stato Putin a tramare per compromettere la “sicura” elezione della Killary, vera psicopatica assassina, e complice di assassini da decenni, da quando il bel campione Bill timonò la disintegrazione dei Balcani.

Attentati a ripetizione, assassinio di un ambasciatore in diretta non appena l’ex complice nel terrore – Erdogan – ha iniziato a comprendere che, forse, cambiato il vento, anche per lui conveniva riorientarsi alla nuova bandiera che ha – si – gli stessi tre colori di quella americana, ma è un tantino più sobria, disponendoli semplicemente in tre strisce orizzontali anziché perdersi in tanta simbolica ricerca di apparente unità.

Ma come, viene ammazzato un ambasciatore russo e nemmeno se ne parla in TV?
Ma come, precipita l’aereo con su il coro dell’Armata Rossa diretto in Siria per il Natale e si è subito certi di derubricare la cosa ad incidente, due/tre giorni dopo che il nero Signore del primato del popolo americano (il popolo eletto, l’utopia, ce ne son stati e ce ne sono svariati di popoli eletti nella Storia dell’umanità, in genere ne uscivan tragedie, chiedetelo ai genitori dei cinquecentomila bambini ammazzati dalla Madeleine Albright, Segretario di stato e suggeritrice di Clinton e NATO ai tempi del Kosovo, dimentica dell’ospitalità serba allorché, di famiglia ebrea, era fuggita dalla Cecoslovacchia occupata… 
Abbiamo sentito che mezzo milione di bambini sono morti. Voglio dire: questo è un numero maggiore di quanti bambini morirono ad Hiroshima…….Valeva la pena pagare questo prezzo?
Si” rispose Madelein Albright, senza esitare, perchè secondo lei si giustificava : “noi riteniamo che abbia valso la pena”. Con il “noi” alludeva al suo capo, Bill Clinton, al suo gabinetto, ai congressisti che appoggiarono l’aggressione e, naturalmente, a lei stessa. Lo disse impassibile, senza che questo perverso olocausto potesse disegnare se pur fugacemente una impronta di compassione o di pentimento nelle dure fattezze del suo volto. Un atroce crimine di guerra era “valso la pena” per questo sinistro personaggio. L’infanticidio differito era stata una definizione data alla guerra dal filosofo Gaston Bouthoul, dubito che questi animali lo abbiano nemmeno sentito nominare, nello specifico della situazione contemporanea un infanticidio che va di pari passo con la creazione e sfruttamento di traumatiche migrazioni.
E a voialtri, che escludete dall’agorà tutti quelli che si sforzano di ragionare, quelli che rifiutano insieme alla logica del primato anche quella vendicativa del primate che ha visto skiantare le proprie tresche imperiali, che con gli ultimi colpi di coda cerca di tenere in piedi una strategia criminale che divida il mondo in staterelli astiosi e controllabili col ricatto e la minaccia, a voialtri che credete a tutto ciò che raccontano in TV, a voialtri cosa resterà quando anche le nostre voci e le nostre riflessioni saranno ammutolite?
Abbiamo assistito alla trasformazione tecnologica (si può chiamarla evoluzione?) delle armi in un orizzonte di distruttività e di contagio malefico (Gaston Bouthoul Le Guerre, elementi di polemologia) con l’arma atomica e le armi chimiche e lo scenario batteriologico (si può chiamarlo progresso?) ci si è addentrati in un universo fantasmatico dominato dall’onnipotenza e dalle angosce di influenzamento e di annientamento. Soltanto che i governanti, quelli con i bottoni a disposizione per le armi sono semplicemente dei bruti.
La reazione di Obama contro la almeno dichiarata prossimità di intenti tra il Presidente Putin e il vincitore Trump è stata quella che ci si aspetterebbe da un bullo di periferia, ha scacciato diplomatici e funzionari russi, il Cremlino – al solito – ha mostrato al contrario intelligenza, inutile farsi portare al livello di un imbecille, ti batterebbe con l’esperienza, così Putin ha inviato strenne natalizie ai diplomatici americani a Mosca…
Il popolo americano ci ha sorpresi, ci ha ridato speranza, ha superato l’abulia, ha cercato di riprendersi in mano la propria storia. Vedremo. Il peggio era già pronto, era lì che incombeva, avevamo già visto di cosa fosse capace quella donna, questo qua per lo meno non ha squartato nazioni o fatto ammazzare capi di stato e contadini dagli squadroni della morte di John Negroponte, il datore di lavoro di Giulio Regeni. In effetti se andiamo a guardar bene di americani veri, quelli della frontiera, con i relativi pregi e difetti ma anche con attributi e coraggio e dignità, ce ne son stati pochi alle leve del comando: la sanguinaria Albright (Marie Jana Korbelovà) era tale solo da sposata, l’origine era Cecoslovacca, Paul Wolfowitz uno degli uomini del PNAC è polacco, il cinico creatore di Al Qaida, Brzezinski, polacco pure lui… ma gli americani dove stanno? Li mandano solo in giro per il mondo a far malestri?

L’uomo del primato americano ha spinto i vassalli europei alle sanzioni, alle sanzioni contro tutti, afghani, iraqeni, russi, è un genio della politica e della diplomazia, sa come conquistare il cuore della gente… per pacificare la Libia che ha appena squartato invia i suoi assassini in divisa, vien da citare al proposito nientemeno che il cap. Pouget (non uno stinco di santo, uno degli ufficiali parà artefici della fase più controversa della guerra d’Algeria, pilota dell’accordo tra FLN e parà, accordo fatto naufragare da Parigi) che si esprime così in Bataillon R.A.S. Algérie, un suo libro: “ Mio generale, signori comandanti.. Dopo i primi 15 minuti di riflessione, nel quadro della missione che voi mi avete assegnato, mi è apparso in tutta evidenza che l’esercito francese, e la 25° divisione aerotrasportata in particolare, sarebbero così appropriati alla loro missione di pacificazione… quanto sarebbe adatta una sega circolare a una operazione chirurgica sulla cataratta...” e lo afferma un militare di quelli senza peli sulla lingua, paracadutisti coloniali, fate voi. E dobbiamo sentirci raccontare da politici imboscati fin dalle famose giornate di Napoli (…) che la soluzione di tutto sta nelle armi…

IL MANTRA DELLA SICUREZZA NELLA SOPPRESSIONE DELLA LIBERTA’

Ascoltiamo in televisione i commenti di cuordileone intervistati allo shopping che si dichiarano rassicurati del fatto di condividere le strade con soggetti armati fino ai denti e cecchini sui tetti. Questo genere di idioti sono proprio gli stessi adoratori del politically-correct che hanno delegato al buio ad una classe dirigente di ipocriti la tutela dei “valori” di una collettività. Sono i soggetti che rabbrividiscono davanti ad un coltello e apprezzano i droni assassini pilotati da vigliacchi in poltrona a diecimila km di distanza. Quelli che se una donna grida aiuto per uno stupro corrono a casa a guardarsi un film poliziesco.

IL CODARDO COME VALORE DELLA SOCIETA’

Avete assistito alla proclamazione di eroi e combattenti mentre si trattava di deficienti, drogati e assassini e mercenari, che – in Libia – sparavan per terra e in aria mentre la guerra vera di assassinio di una nazione la combattevano altri assassini, quelli della NATO, i vostri nipotini dei corpi d’élite - certo, anche italiani, chiedete in giro chi c’era in agosto 2011 in Libia – avete assistito alla scelta (costruzione, nello stile Robert Capa ) scenografica della miglior foto del bimbo morto sulla spiaggia, continuate a credere che i colori della bandiera araba siriana siano variabili indistintamente dal rosso bianco nero al verde bianco nero confondendo manifestazioni patriottiche con kermesse di criminali, avrete in cambio la nostra messa al bando, avrete in premio l’informazione “corretta” che nemmeno i regimi degli anni ‘30 avrebbero potuto ottenere.
Poi sono arrivati i combattenti "veri" quei criminali armati dalla NATO e imbottiti, resi folli e sanguinari dal Captagon, la droga cui alludeva Gheddafi, prodotta in laboratori di Egitto e Romania e fornita ai "combattenti per la libertà" prezzolati.

Se ci fosse Norimberga, se i concetti di quel processo valessero qualcosa, allora dovremmo vedere sui banchi degli imputati molti assassini in colletto bianco.
E voi non avete alcuna responsabilità?
Pare che il sito di Maurizio Blondet sia stato già illuminato da Facebook come sito 


“pericoloso” ... per il computer?...mala tempora currunt.
A proposito che ci fanno i militari italiani in Lettonia? Proteggono Obama?
Ma non vi preoccupate troppo, tra poco ci oscureranno tutti, i giornalisti, quelli di banda no, io poi nemmeno sono un giornalista, sono soltanto un individuo che vuol avere il diritto di pensare, di riflettere. Finirà che lo farò sottovoce, in famiglia, tanto a molti di voi non importa sentirsi dire “hai visto, non avevi capito niente” e proprio nessuno vuole ammettere che “ti hanno proprio preso in giro per benino eh!?
Buon 2017