mercoledì 30 aprile 2014

ELEZIONI EUROPEE- IL DILEMMA DELLA GRUBER - RENZI: CHI E' COSTUI?

Iersera, martedì 29 aprile, mi sono riavvicinato alle trasmissioni de La7 a quell'orario "pericoloso" per i nervi che sono le 20,30, allorché Lilli Gruber la celeberrima "eroina di Baghdad", quella saccente signora che l'esperienza "sul campo" avrebbe trasformato da corrispondente embedded in esperta delle sensibilità del mondo musulmano o arabo in generale (sic! in quest'ordine o invertendo i fattori per lei il risultato è analogo), riesce a zittire con l'abile regia della levetta dell'amplificatore qualsiasi voce fuori dal coro.
Iersera appunto la signora giornalista, ormai anche lei opinionista (embedded in inglese significa incorporato, inserito, ed è riferito a quei giornalisti o corrispondenti in genere in zone di guerra che si muovono di concerto con una delle forze in campo, per lo stesso motivo difficilmente obiettivi nelle loro valutazioni, esistono addirittura "corsi" di formazione promossi dal Ministero della Difesa a tale scopo, immaginate un pò...in pratica questi signori imparano cosa vedere e cosa non vedere, quindi cosa dire o non dire) di un ben consolidato scenario strategico - e ne ha il diritto, ognuno ha le opinioni che ritiene e fa propaganda come può, vuole, crede o come è richiesto dall'alto - si meraviglia del tono "volgare" delle esternazioni dei 5stelle anche in ambito elezioni europee. 
Si perché l'appuntamento stavolta non sono elezioni amministrative prestampate in mezza italia, una mezza italia (purtroppo in minuscolo non per errore ma per degrado) di amministratori locali privi di idee e prigionieri delle proprie alleanze e delle eredità (sarebbe meglio dire delle cambiali) delle precedenti gestioni, una mezza italia di gente che alla politica deve lavoro e "certezze" per quanto effimere, Stavolta l'appuntamento sono elezioni europee, l'Europa, quella entità che crea gli obiettivi e gli orizzonti, che crea le leggi ed amministra le nazioni...Europa Unita, avrebbe dovuto essere un bastione di nazioni coese, politicamente prima che economicamente, un corpus di intenti che, naturalmente proiettato verso l'Africa avrebbe costituito una entità formidabile di risorse (umane  e materiali, energetiche e...culturali) esattamente quell'entità che i Signori della Guerra del Patto Atlantico, ispirati dall'esule Zbigniew Brzezinski divenuto anima nera dell'Occidente, hanno temuto più di ogni altra cosa.
La Gruber pareva dimenticare che il dissenso in Italia è sempre stato soffocato con la più semplice strategia: quella dell'ignorare l'avversario, renderlo muto. Solo chi dispone di TV e organi di stampa o di partito può referenziarsi nell'aristocratico circolo della politica e del potere. Si rammarica del fatto che vengano usate espressioni volgari come "calci nel culo" mentre dalle sue labbra tumefatte dal silicone non è mai stato necessario far fuoriuscire parole men che soavi, e comunque "ha un seguito e viene ascoltata" la blandiva il compadre Michele Emiliano da Bari, autoproclamatosi faccia pulita del PD. Si dimentica, la padrona di casa, del fatto che esprime semplicemente e passivamente quelli che sono i comandi, la Voce del Padrone, e che la sua tribuna, per lei, è sempre aperta. Questa non è informazione, è propaganda. I fili che  comandano saranno pure d'oro ma restan sempre fili da marionette.
Il bravo 5stelle Danilo Toninelli, un illustre sconosciuto (un impiegato di compagnia di assicurazioni, lo definisce wikipedia) spiegava riuscendo a non farsi sopraffare che purtroppo l'alzare i toni , per chi non dispone di organi di stampa e di giornali prezzolati e partigiani, è probabilmente l'unico modo di portare un proprio contributo.
Nel frattempo la bufala della banana di Dani Alves, saporito scoop per un pubblico non troppo smaliziato o maturo (è il caso di dirlo), dilagava tra le anime belle, lo stesso Renzi non perdeva l'occasione per ribadirci che - davvero - c'è da pensare alle teorie Darwiniane.

E nel frattempo tra banane e "volgarità" e lezioni di bon ton da parte dell'ex europarlamentare delle elezioni europee non si è parlato.

Renzi il divoratore di banane insieme a Prandelli, costernato per non poter partecipare alla partita del cuore (che tenero!) a causa di un Berlusconi insolitamente lucido e sensato (lui!!!) che ha impedito l'ulteriore scoop propagandistico al rottamatore, Renzi chi è?   Se lo chiedono nei talk show più infervorati, quelli in cui in genere niente di nuovo si dice e niente di interessante sta tra le righe, Renzi lo abbiamo da sempre saputo a Firenze chi fosse: una espressione della destra (un tempo c'era destra e sinistra...) un forzista, uno  che poiché in Toscana la Storia ha stabilito che certi soggetti fossero anche dei genii non avrebbero mai il consenso elettorale plebiscitario (che ben altri mentecatti tesserati da decenni riscuotono senza alcun merito) è stato travestito da uomo di Centrosinistra e fatto votare dal popolo bue.  Questa la semplice genesi del "fenomeno Renzi", ben nota ai salotti buoni della Firenze che conta, curiale e blasonata, fino dalla sua apparizione sulla scena.
Non potrà mai rimetter mano sulle scelte che i vari priori pro-tempore dei vari ministeri hanno operato sulle partecipazioni - supine - alle mattanze economiche.  Il Padrone Obama lo ha subito rimesso in riga in merito alla partecipazione agli impegni più criminali degli ultimi trent'anni, dalla guerra all'Iraq
ed all'Afghanistan a quella alla Yugoslavia, alla Libia, alla Siria. Altro che F35, il pacco aereo del secolo, visibile a tutti i radar, altro che stipendi d'oro e auto blu e scorte ai sottosegretari, la voragine di cassa è niente a confronto con l'appuntamento di dominio continentale che - da sempre - i discendenti di una certa colonia perseguono più o meno scientemente.

E' di questi giorni la fustigazione di Giulietto Chiesa da parte dei suoi stessi ospiti de Il Fatto Quotidiano. E come stupirsene, come stupirsi che un Furio Colombo, per anni l'uomo Fiat a Washington, l'uomo che in un suo corsivo confondeva antisemitismo ed antisionismo rispondendo alla domanda di un suo lettore, come stupirsi che gente come Colombo o come Padellaro, l'uomo che ha riedito l'uso dell'Index Librorum Prohibitorum perfino per le inserzioni a pagamento su Il Fatto




abbiano voluto sanzionare un interlocutore assennato e competente, uno dei pochi in grado di far capire al distratto pubblico italiano la verità amara della tragedia Ucraina, massacrata dai disegni di Brzezinski per mano di macellai come la Nuland, il Mc Cain o il doppiamente pentito ed infingardo Kerry?!
Ma, mi chiedo, come faceva Giulietto Chiesa a coabitare con questi soggetti? Voglio pensare che costoro (Padellaro e Colombo, in compagnia dei vari corrispondenti come la Soffici ed altri genii della geopolitica) nel loro ego sconfinato nemmeno leggessero quanto Chiesa - da anni - andava predicando, il povero anziano complottista...







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